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Sanità

Accessi vascolari per emodialisi: la Nefrologia iblea punta anche sull'intelligenza artificiale

"Vogliamo supportare il processo decisionale anche nelle situazioni più dubbie"

18 Febbraio 2026, 03:46

Accessi vascolari per emodialisi: la Nefrologia iblea punta anche sull'intelligenza artificiale

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Sviluppare algoritmi di intelligenza artificiale per supportare i medici nella valutazione dell’impatto delle fistole artero-venose ad alta portata sull’equilibrio cardiaco dei pazienti in dialisi: è l’obiettivo di un progetto di ricerca avviato dall’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ASP di Ragusa, in collaborazione con la Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

La ricaduta è innanzitutto clinica. Le fistole vascolari, imprescindibili per l’emodialisi, possono aumentare il lavoro cardiaco e favorire complicanze nei pazienti più vulnerabili.

Stabilire tempi e modalità di intervento non è sempre semplice: l’integrazione tra dati ecocardiografici e modelli predittivi mira a ridurre l’incertezza, fornendo ai curanti metriche oggettive per guidare le decisioni terapeutiche e rendere più omogenei i percorsi di cura.

«L’obiettivo è affiancare al giudizio clinico strumenti capaci di supportare il processo decisionale anche nelle situazioni più dubbie», spiega il direttore della struttura, Walter Morale. «Vogliamo aiutare il medico a capire con maggiore precisione quando intervenire e quale strategia adottare».

L’iniziativa si inserisce in un’attività scientifica che, negli ultimi tre anni, ha visto la Nefrologia iblea firmare 21 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali, con ulteriori lavori in corso di stampa. Un risultato di rilievo per una struttura pubblica non universitaria, indicativo di un percorso di crescita fondato sulla collaborazione multidisciplinare.

Attorno alla Nefrologia dell’ASP di Ragusa si è consolidata una rete clinica che coinvolge Radiologia, Geriatria, Cardiologia e Chirurgia vascolare, oltre alla Radiologia interventistica del “Cannizzaro” di Catania: un’integrazione di competenze che si traduce direttamente in una maggiore efficacia dei trattamenti.

Uno degli ambiti in cui questa evoluzione appare più evidente è la chirurgia mininvasiva degli accessi vascolari. L’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica registra oggi il più alto volume di procedure endoFAV in Italia dopo il “Careggi” di Firenze, con oltre 550 interventi nefro-interventistici l’anno, molti dei quali ad alta complessità.

Gli indicatori confermano il trend: nel 2024 l’indice di attrazione ha superato il 30%, mentre nel 2025 i ricoveri ordinari hanno oltrepassato quota 1.050.

Ancor più significativo il dato relativo alla complessità: il peso medio è di 1,5, ben oltre la media nazionale (1,2). In parallelo, la degenza media è di 4,7 giorni, contro i 7,6 registrati a livello regionale.

Un riconoscimento è arrivato anche dalla Società Italiana di Nefrologia, che ha inserito la struttura tra i centri di riferimento nazionali per la formazione nefro-interventistica.

A rafforzare questa vocazione contribuisce la collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha individuato la Nefrologia ragusana come sede teorico-pratica per la formazione sugli accessi vascolari per emodialisi.

«È un risultato da condividere con tutto il team e reso possibile dal supporto della Direzione strategica», conclude Morale. «Investire in ricerca e innovazione significa rafforzare la qualità dell’assistenza e rendere il servizio sanitario pubblico sempre più attrattivo - sottolinea il Direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago - Esperienze come questa dimostrano che anche una realtà non universitaria può contribuire in modo concreto all’evoluzione della pratica clinica, offrendo percorsi di cura sempre più avanzati».