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siccità addio?

Pioggia record nell’Agrigentino, ma è paradosso: dighe piene e fiumi di acqua regalati al mare

Riserve idriche ai massimi storici, ma mancano le infrastrutture. E il Gorgo resta vuoto

18 Febbraio 2026, 10:19

Pioggia record nell’Agrigentino, ma è paradosso: dighe piene e fiumi di acqua regalati al mare

La diga Castello come si presenta oggi

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La situazione delle riserve idriche in provincia di Agrigento è ottimale. Mai tanta acqua era entrata così copiosa nelle dighe nell’ultimo decennio. Metà degli invasi agrigentini sono stracolmi. L’acqua in esubero viene scaricata purtroppo nei fiumi e va inutilizzata a mare. L’altra metà invece continua ad essere immagazzinata e si prevede che prima della fine del mese di febbraio gli invasi raggiungeranno la massima capienza.

Cominciamo dalla diga Castello di Bivona. Nei giorni scorsi ha raggiunto la quota autorizzata che è di 19,5 mln di metri cubi. I dirigenti hanno aperto la valvola di scarico del fondo nella misura di 1 metro cubo al secondo per mantenere l’equilibrio tra l’entrata e l’uscita. L’acqua viene immessa sul Magazzolo e in buona parte va a mare. Una parte consistente viene scaricata sull’adduttore che andrà a riempire laghetti collinari aziendali e le grandi vasche del sistema irriguo del Consorzio di bonifica 3 Agrigento.

C’è il paradosso che tanta acqua non possa essere immagazzinata nel lago Gorgo di Montallegro che è quasi vuoto, oggi a mezzo milione, rispetto alla capacità di oltre 3 mln di metri cubi. Se parzialmente pieno, potrebbe servire per l’irrigazione dei frutteti sulla sponda sinistra del fiume Platani, tra Ribera e Cattolica Eraclea.

Viene scaricata a mare, tramite il letto del fiume Sosio-Verdura, l’acqua del lago Leone di Santo Stefano Quisquina. Ha raggiunto la sua piena capienza di 4,2 mln di metri cubi. Viene utilizzata solo per scopi civili, tramite potabilizzatore per tanti comuni agrigentini.

Il Fanaco di Castronovo di Sicilia può contenere 20,5 milioni di metri cubi per dissetare le popolazioni agrigentine. Ad oggi il bacino ha invasato oltre 10 mln di mc. Come il Leone, è stato gestito da Sicilia Acque. Il Raia di Prizzi, ha un bacino di oltre 9 mln di metri cubi, ha già accumulato oltre 6 mln. Serve l’agricoltura della vallata del Sosio-Verdura e la popolazione di Corleone. Il Gammauta di Palazzo Adriano ha una capacità di 2 mln. L’acqua viene trasferita per caduta alla diga Castello.