Attualità
Piazza Mediterraneo a Marina di Modica, Spadaro: "Ma l'opera è stata completata oppure no?"
Il consigliere comunale del Pd solleva una serie di interrogazioni dopo avere effettuato uno specifico accesso agli atti
Il rendering progettuale di piazza Mediterraneo a Marina di Modica
Non si attenua la polemica sulla gestione dei fondi del Pnrr a Modica.
Al centro del confronto politico finisce la riqualificazione di piazza Mediterraneo, a Marina di Modica.
Se lo scorso 2 febbraio, in aula, la amministrazione comunale aveva rassicurato la cittadinanza dichiarando l’intervento concluso con largo anticipo, i documenti ottenuti tramite accesso agli atti dal consigliere del Pd, Giovanni Spadaro, delineano un quadro differente.
Secondo quanto illustrato da Spadaro in una formale interrogazione, la situazione amministrativa non rispecchierebbe gli annunci.
Dall’analisi dei fascicoli emergono diversi nodi: l’assenza del certificato di regolare esecuzione (atto che, per appalti sotto il milione di euro, attesta ufficialmente la chiusura e il collaudo dei lavori); la mancanza di firme sul certificato di ultimazione dei lavori, che non reca la sottoscrizione dell’impresa esecutrice, rendendolo di fatto incompleto; una perizia di variante ancora in fase di definizione tra direzione lavori e ditta appaltatrice.
“Ciò che preoccupa maggiormente, oltre all’iter burocratico, è lo stato fisico dell’opera – denuncia Spadaro –. In una nota della direzione lavori datata 7 marzo 2025, vengono segnalate criticità tecniche specifiche: il deterioramento precoce del materiale della ringhiera, le oscillazioni pericolose di alcuni elementi strutturali e l’assenza di certificazioni che attestino la conformità dei materiali impiegati rispetto a quelli previsti nel progetto originale. La Direzione lavori ha assegnato un termine perentorio di 15 giorni per risolvere questi problemi, pena la decadenza del certificato di ultimazione”.
Pur dichiarando di non voler alimentare polemiche pretestuose, il consigliere incalza l’assessore competente con tre quesiti: come si possa definire “completata” l’opera in assenza dei necessari certificati; se sia corretto comunicare alla città versioni non conformi alla realtà; e quale sia lo stato effettivo della rimozione delle difformità e dei difetti strutturali riscontrati.