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Attualità

Ragusa e il verde pubblico, Androne: "Basta interventi emergenziali, serve un piano"

Il segretario dei Giovani democratici interviene dopo le proteste sollevate da alcuni cittadini sulla vicenda dei tagli degli alberi di viale Europa

19 Febbraio 2026, 14:56

Ragusa e il verde pubblico, Androne: "Basta interventi emergenziali, serve un piano"

Federico Androne

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Gli ultimi interventi sul verde pubblico, da viale Europa ad altre zone della città, hanno riacceso le preoccupazioni di molti cittadini sulla gestione del patrimonio arboreo e dopo anni di amministrazione Cassì, Ragusa sembra essere priva di una reale pianificazione del verde urbano”. Lo dichiara Federico Androne, segretario dei Giovani Democratici di Ragusa.

“Il problema non è il singolo episodio – spiega Androne – ma l’assenza di una visione complessiva. Senza un piano organico si interviene solo in emergenza e si arriva all’abbattimento di alberature mature considerate pericolose quando il rischio è spesso frutto di manutenzioni sbagliate e ripetute nel tempo. Negli anni, infatti, sono state usate pratiche discutibili come la capitozzatura che compromette la stabilità degli alberi favorendo ricacci deboli e asimmetrici, aumentando nel tempo il rischio di schianto. A ciò si sommano errori nel sesto d’impianto e potature invasive che espongono le piante a infezioni e decadimento fisiologico. I cipressi, ad esempio, sono piante basitone con forte dominanza apicale: alterarne la chioma significa renderli più vulnerabili al vento e agli eventi climatici estremi. Anche la scelta delle specie è stata spesso inadeguata. Responsabilità, quest’ultima, che non possiamo certamente attribuire all'attuale amministrazione, ma a una disattenzione sul tema che viene da lontano. I pini di viale Europa che sono stati tagliati hanno visto tante amministrazioni passare sotto le proprie fronde… Tuttavia – continua il segretario Gd Ragusa – il risultato delle manutenzioni errate è un paradosso: alberi indeboliti perché trattati in modo sbagliato vengono poi rimossi, privando la città di ombra, mitigazione delle alte temperature, qualità dell'aria e valore paesaggistico. Bisogna comprendere che il verde urbano è un’infrastruttura essenziale, non un elemento decorativo”.

“Ragusa ha bisogno di un piano del verde fondato su criteri scientifici e su manutenzione preventiva che preveda una ricognizione delle specie presenti su suolo pubblico nell’area urbana e una programmazione che si occupi di rimuovere gli alberi pericolanti con la immediata piantumazione di specie compatibili con la città. Senza programmazione – conclude – si impoverisce il paesaggio urbano: la rotatoria di Bruscè, ridotta a una distesa di ghiaia bianca, è il simbolo di questa mancanza di visione. Serve un cambio di passo netto”.