Caltanissetta
“Al Centro” di Casa Rosetta da tre anni è punto di ascolto e aggregazione per il disagio giovanile
Giunge al terzo anniversario la struttura avviata dall'Associazione, senza alcun contributo pubblico, per aiutare adolescenti e giovani adulti a prevenire dipendenze patologiche, devianze ed episodi di bullismo
"Al Centro" di Casa Rosetta è una struttura di ascolto e aggregazione giovanile
Compie tre anni il Centro di ascolto e di aggregazione giovanile contro il disagio esistenziale, aperto da Casa Rosetta senza nessun contributo economico pubblico. La struttura denominata “Al Centro”, ha sede in via De Nicola, a 500 metri dal Centro di “DesTEENazione” di via Cittadella, che domani comincerà l’attuazione di un progetto di tre anni per il quale il Comune di Caltanissetta ha avuto un finanziamento di 3,2 milioni con fondi europei. “Non solo non riceviamo contributi, ma addirittura per il nostro centro di ascolto paghiamo noi un’istituzione pubblica” dice Giorgio De Cristoforo, presidente di Casa Rosetta che aggiunge: “Versiamo 19mila euro all’anno all’ex Provincia, oggi Libero consorzio comunale, per l’affitto della sede di via De Nicola, che era inutilizzato da molti anni e che ci è stato affidato mediante un bando pubblico”.
“Al Centro” è un punto di riferimento (ovviamente gratuito) e un luogo in cui i giovani possono ritrovarsi per incontrarsi tra loro, discutere, frequentare un laboratorio artistico guidato da un professionista, un laboratorio musicale, vedere un film e parlarne, studiare (e se hanno qualche lacuna, due giorni la settimana trovano insegnanti volontari che mettono a disposizione tempo e competenza). E’ un centro di ascolto, dove ragazzi e ragazze in disagio anche latente trovano professionisti esperti (psicologi, sociologi, educatori professionali) di Casa Rosetta con i quali confrontarsi.
È aperto ogni giorno, dal lunedì al sabato: c’è sempre qualcuno, e spesso ci sono gruppi numerosi di studenti per incontri informativi ed esperienziali o seminari (alcuni temi: l’affettività, la sessualità, i disturbi del comportamento alimentare, il valore della cittadinanza attiva; le lingue orientali, lingue orientali, approfondimenti su tradizioni e costumi).
Il nome “Al Centro” è stato scelto perché è un facile riferimento ma anche perché concreta uno dei valori fondanti di Casa Rosetta, che al centro della propria azione (multiforme, in tre comunità terapeutiche, quattro centri di riabilitazione, due case-famiglia per minori, tre comunità alloggio per disabili, e altro ancora) mette la persona, la relazione di prossimità, la dignità, il rispetto.
L’idea è nata dall’osservazione del disagio diffuso tra adolescenti e giovani adulti che rischiano poi di cadere vittime di dipendenze patologiche o devianze. “Il riscontro delle presenze quotidiane – dice il presidente De Cristoforo - conferma l’utilità di questo servizio. In altre regioni questi centri sono sostenuti dal servizio sanitario e dai servizi sociali dei Comuni. Qui ci fu detto che nessun sostegno economico era possibile. Siamo andati avanti, sostenendo il centro con le economie della frugale gestione di Casa Rosetta. E continueremo a farlo grazie alla disponibilità appassionata dei professionisti dell’Associazione, dei volontari, convinti tutti dell’azione socialmente propositiva in una città in cui prevale l’accidia e la rassegnata aspettativa che soltanto qualcun altro possa e debba salvarla".