Attualità
Polizia locale a Ragusa, è scontro totale
I sindacati contestano il fatto che nel nuovo regolamento sia stato respinto l'emendamento che prevedeva l'esonero dai servizi più gravosi per gli ultrasessantenni
Un muro di gomma politico che rischia di consumare chi, da trent'anni, garantisce la sicurezza sulle strade di Ragusa. È il sentimento di profondo sdegno e amarezza che serpeggia nella polizia locale dopo la decisione del Consiglio comunale di respingere l'emendamento al nuovo regolamento che prevedeva l'esonero progressivo dai servizi più gravosi per gli agenti over 60.
Le organizzazioni sindacali CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, SILPOL, CSA e CSE-FLPL avevano avanzato una proposta di elementare buon senso: a 60 anni, possibilità di chiedere l'assegnazione stabile ai servizi interni; a 62 anni, esonero totale dai servizi esterni e notturni.
L'obiettivo era duplice: tutelare la salute di lavoratori con oltre tre decenni di servizio e assicurare alla città un presidio efficiente. Un agente sessantenne, per quanto esperto, non può garantire la stessa tenuta fisica di una giovane recluta sotto le intemperie o in scenari operativi critici.
Secondo i sindacati, la bocciatura non è dipesa da vincoli tecnici, ma da una scelta squisitamente politica della maggioranza, culminata nel veto dell'assessore competente. «È un effetto paradossale e ingiusto,» denunciano i rappresentanti. «Mentre altre forze dell'ordine accedono alla pensione a 60 anni proprio per tutelare l'efficienza del servizio, ai nostri agenti si chiede di restare in strada, di notte e in contesti sempre più complessi, senza alcun riconoscimento assicurativo o previdenziale adeguato.
Dal 1986 a oggi, il perimetro d'azione della Polizia Locale è cambiato in profondità: da «vigili urbani» a forza di polizia generalista con responsabilità crescenti. Costringere chi ha superato i sessant'anni a mansioni usuranti non è solo un danno per il lavoratore, ma un fattore di rischio per l'intera collettività.
Un'amministrazione lungimirante dovrebbe valorizzare i veterani nel coordinamento e nella formazione, non logorarli sul campo fino all'ultimo giorno.
Le sigle sindacali definiscono la bocciatura dell'emendamento uno «schiaffo a chi ha servito la città per una vita in divisa». La partita, tuttavia, non si chiude tra gli scranni del Consiglio comunale. I segretari territoriali Fernandez, Farruggio, Tagliarini, Molè, Bambaci e Catalfamo sono compatti: la mobilitazione andrà avanti.
La dignità di chi lavora e la sicurezza dei cittadini di Ragusa non possono essere merce di scambio né vittime dell'indifferenza amministrativa.