verso il collaudo
Museo Civico, riapertura parziale entro l’estate: ecco il piano per l'allestimento
Già acquistati gli arredi, si lavora alla SCIA antincendio
Il percorso per la riapertura del Museo Civico di Agrigento entra in una fase decisiva. Il Comune, grazie anche all’intervento dell’assessorato ai Lavori pubblici, retto dall’ingegnere Gerlando Principato, sta infatti adottando alcuni provvedimenti che potrebbero permettere prima dell’estate la funzionalità di parte della struttura.
A seguito dell’approvazione del progetto esecutivo avvenuta a fine 2025, l’Ente ha disposto l’acquisto delle forniture per procedere all’allestimento fisico degli spazi espositivi e degli arredi. Parallelamente, l’amministrazione sta affrontando i nodi tecnici legati alla sicurezza e all’agibilità. Per quanto riguarda la prevenzione incendi, è stato incaricato un professionista esterno che sta collaborando attivamente con il Rup per completare la documentazione necessaria alla presentazione della Scia. Questo adempimento rappresenta l’ultimo tassello burocratico indispensabile per consentire il regolare accesso del pubblico alle sale museali.
Sul piano degli interventi strutturali, l’attenzione è rivolta al consolidamento di muro perimetrale che si trova in un piano interrato e che è colpito da un crollo. I lavori sono già stati affidati e, dopo un sopralluogo operativo effettuato a metà gennaio alla presenza dell’assessore Principato, la consegna del cantiere è prevista per l’inizio della prossima settimana. L’avvio dei lavori sarà preceduto dallo sgombero dei locali dalle vecchie scenografie teatrali depositate negli anni scorsi, operazione propedeutica all’allestimento dell’area di cantiere.
Novità importanti arrivano anche per il piano terra, dove gli uffici stanno procedendo alla quantificazione e alla liquidazione delle opere edili già realizzate. Questa fase di chiusura contabile è il preludio necessario al collaudo finale che sancirà la conclusione formale dell’intervento su questo livello.
Sembra insomma vi sia qualche reale spiraglio per una delle grandi incompiute della città: i primi lavori per la ristrutturazione risalgono agli anni '80, un primo progetto fu approvato nel 1984, per una somma di circa due miliardi delle vecchie lire, poi diventati 5 miliardi. Con questa quota vennero realizzati tre lotti, impiegando 2 miliardi. Gli interventi negli anni sono stati più volte avviati e sospesi. A costringere a continui stop, almeno negli ultimi anni, è stata spesso l’assenza di documenti (autorizzazioni, certificati) e una serie di peggioramenti della struttura da un punto di vista della stabilità e la conservazione, con atti rimasti sepolti negli uffici per anni senza che nessuno si sia posto il problema di riportarli alla “luce”.