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la decisione

Mazara rilancia l'albergo diffuso: la Casbah al centro di un'accoglienza autentica

Linee guida per trasformare il quartiere in un sistema ricettivo integrato tra ospitalità, cultura e filiera locale

21 Febbraio 2026, 08:25

Mazara rilancia l'albergo diffuso: la Casbah al centro di un'accoglienza autentica

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Nuove linee guida per ridisegnare il progetto dell’Albergo Diffuso e valorizzare la Casbah. Il Comune ha deciso di rilanciare la sua strategia di accoglienza turistica che punta al cuore più identitario cittadino. Si tratta di uno strumento pensato per trasformare il centro storico in un sistema ricettivo integrato, capace di unire ospitalità, cultura e rigenerazione urbana.

La decisione arriva dopo un percorso di confronto avviato negli anni e ripreso dall’assessore al Turismo, Cultura ed Eventi, Germana Abbagnato. Situato non lontano dal porto, il quartiere per secoli è stato abitato dai pescatori mazaresi e tunisini che lavorano fianco a fianco da tempo immemorabile. E da alcuni decenni è meta di visitatori, soprattutto nel periodo estivo, grazie ad un intervento di riqualificazione che lo ha trasformato, con ceramiche, colori e arte urbana, in un museo a cielo aperto. La nuova scelta è ora quella di superare il precedente impianto per adottare un modello più aderente alle esigenze del territorio e alle potenzialità del quartiere arabo.

Le nuove linee guida recepiscono infatti le indicazioni elaborate dall’esperto Gildo La Barbera, aggiornandole alla normativa regionale e alle aspettative degli operatori. Si vuole mantenere l’autenticità del tessuto urbano, valorizzare le abitazioni tradizionali e offrire ai visitatori un’esperienza immersiva nella vita della Casbah. L’Albergo Diffuso della Casbah sarà composto da unità abitative distribuite nella Zona A del centro storico, collegate da un’unica gestione professionale e da servizi comuni riconoscibili e omogenei.

Mazara nei secoli è cambiata sul piano urbanistico, ma in questi spazi il tracciato viario conserva ancora i caratteri propri di modelli e culture di tradizione islamica. Tra i requisiti previsti spiccano la presenza di una reception centrale, ospitata nell’ufficio turistico o in un immobile comunale, personale qualificato con conoscenza approfondita del territorio, un sistema digitale di informazioni aggiornate, segnaletica dedicata e un servizio navetta a basso impatto ambientale.

Le abitazioni dovranno rispettare standard minimi di qualità, dagli arredi ispirati alla tradizione locale alla dotazione di comfort moderni, con una superficie non inferiore ai 40 metri quadrati. Per essere riconosciuto come Albergo Diffuso, il progetto dovrà coinvolgere almeno sette unità abitative. Le linee guida prevedono inoltre la possibilità di creare uno spazio interno per la vendita di prodotti tipici, rafforzando il legame tra ospitalità e filiera locale. La colazione sarà servita nella struttura principale, mentre eventuali servizi di ristorazione dovranno essere gestiti dallo stesso soggetto titolare dell’attività ricettiva.

Un passaggio centrale riguarda la costituzione del nucleo promotore, che sarà selezionato attraverso una procedura pubblica. Sarà questo organismo, insieme al Comune, a definire il progetto operativo.