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Riforma della dirigenza, i sindacati dicono no alla fascia unica

"Il governatore Schifani ascolti le nostre proposte. Ecco quali sono"

21 Febbraio 2026, 10:59

Riforma della dirigenza, i sindacati dicono no alla fascia unica

La vertenza sulla riforma della dirigenza continua a tenere banco

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Netta presa di posizione dei sindacati del pubblico impiego contro la proposta di riforma della dirigenza regionale. Cgil Fp, Cisl Fp, Cobas/Codir, Sadirs, Ugl e Uil contestano il percorso avviato dalla Regione e sollecitano il presidente Renato Schifani ad aprire un confronto con le parti sociali.

Non si comprende l'utilità di questa proposta di legge, una riforma così importante non può essere fatta senza la condivisione delle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, non siamo stati preventivamente coinvolti e abbiamo espresso più volte tutta la nostra contrarietà, il presidente Schifani ascolti la nostra proposta”, dichiarano i rappresentanti sindacali.

Le sigle presentano un’alternativa che salvaguardi l'attuale impianto in due livelli. “Proponiamo di mantenere l'attuale ordinamento già previsto in due fasce (prima e seconda), disciplinando l'accesso alla prima e alla seconda fascia dirigenziale regionale del ruolo unico, istituito ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio 2000 n. 10, secondo le disposizioni previste rispettivamente dall'art. 28 bis e dall'art. 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i. e, in sede di prima applicazione della nuova legge, inquadrare nella seconda fascia dirigenziale tutti i dirigenti di terza fascia a tempo indeterminato dell'Amministrazione regionale del ruolo unico dirigenziale”, proseguono.

I sindacati contestano inoltre l’ipotesi del passaggio a una fascia unica, definendola onerosa sul piano ordinamentale e contrattuale, e chiedono di valorizzare il personale interno prima di nuovi reclutamenti.

“Se è vero che sia stata formalmente superata, da successive intese, la parte dell'Accordo Stato-Regione che prevede una procedura selettiva per titoli ed esami per superare il problema della terza fascia, non si comprende perché non è possibile farla valere anche per lasciare l'attuale ordinamento e prevedere il passaggio dei dirigenti di terza fascia alla seconda con un impatto ordinamentale pari a zero a differenza del passaggio alla fascia unica che necessita di un forte adeguamento ordinamentale e contrattuale di lunga applicazione. In ultimo, in merito a notizie relative alla volontà di volere procedere a nuovi concorsi per il reclutamento di dirigenti esterni, si chiede con forza che, preliminarmente, si dia priorità ai funzionari in servizio che da oltre 30 anni aspettano una progressione di carriera. Il recente dialogo instaurato, per altre vertenze, con il presidente Schifani ha consentito di dare risposte ai lavoratori, auspichiamo di potere continuare verso questa direzione ed evitare di attivare ogni azione a tutela del personale che rappresentiamo – concludono i sindacalisti”.