Attualità
Modica, la fake news corre lungo le scalinate del duomo di San Giorgio
Numerose critiche sui social per una invenzione che non rende onore alla tradizione e alla fede del patrono
La foto utilizzata dall'intelligenza artificiale per la fake news che sta facendo discutere il mondo social
Modica qualcuno ha deciso di giocare con la storia, con la fede e perfino con il buon senso. E lo ha fatto sfruttando uno dei luoghi più iconici della città: la scalinata del Duomo di San Giorgio. Nelle ultime ore, infatti, una pagina Facebook dal nome altisonante — “Quel che non sapevi” — ha diffuso un racconto che definire fantasioso è poco: un presunto rituale del 29 maggio, migliaia di persone che salirebbero e scenderebbero tre volte i 250 gradini, una tradizione documentata dal 1643 e addirittura riconosciuta come patrimonio immateriale Unesco. Tutto falso, dall’inizio alla fine.
Non esiste alcuna traccia storica, nessun documento, nessun archivio parrocchiale che parli di un rito del genere. La devozione per San Giorgio è reale, viva, radicata, ma non ha nulla a che vedere con la narrazione costruita sui social. E non c’è alcun riconoscimento Unesco legato a questa presunta “purificazione verticale”, un’altra invenzione spacciata per teoria storico‑religiosa.
Il meccanismo è sempre lo stesso: si prende un luogo vero, lo si infarcisce di numeri precisi, date antiche, riferimenti pseudo‑accademici e si aggiunge la parola “UNESCO” per dare un’aura di autorevolezza. Il risultato? Una storia accattivante, perfetta per fare il giro dei social, ma completamente priva di fondamento. Una bufala costruita con cura, che sfrutta l’ingenuità di chi legge e la potenza virale delle piattaforme.
Ed è proprio questo l’aspetto più grave: la leggerezza con cui si manipola l’identità di un territorio. Modica non ha bisogno di leggende inventate per brillare. La sua storia, la sua architettura e la sua tradizione religiosa parlano da sole, senza bisogno di trucchi da social media manager in cerca di visibilità.
In un’epoca in cui testi e immagini possono essere generati o manipolati con estrema facilità, verificare le fonti non è più un optional: è un dovere civico. E questa vicenda lo dimostra in modo lampante. Modica merita rispetto, non favole costruite per acchiappare like.