Attualità
Colombari pericolanti al cimitero di Modica, Ruta lancia la proposta della creazione di un ente morale
"Basta con i rinvii, sono necessari revoche e l'attivazione di un nuovo percorso"
La zona interdetta ai visitatori
Dopo mesi di appelli di cittadini e associazioni e altrettanti proclami istituzionali rimasti senza esito, il caso dei colombari pericolanti al cimitero di Modica resta irrisolto.
A denunciarlo è Antonio Ruta di Alternativa Socialista, portavoce del Comitato, che chiede uno scatto di responsabilità e un intervento immediato: “Non è giusto attendere oltre. La città ha il dovere di garantire sicurezza, decoro e dignità ai propri defunti.”
Secondo Antonio Ruta, l’amministrazione comunale avrebbe finora arretrato di fronte al problema, “celando le proprie responsabilità dietro il palo del dissesto finanziario”.
Ma, aggiunge, esistono soluzioni praticabili da avviare subito.
La proposta di Antonio Ruta si basa su due pilastri: revocare, ai sensi del dpr 285/1990, le concessioni cimiteriali rilasciate a enti o associazioni ormai sciolte e quindi privi di un referente giuridico, così da liberare le aree e riportarle nella piena disponibilità pubblica.
Istituire un Ente morale con uno Statuto chiaro, incaricato di: reperire e utilizzare le risorse necessarie alla demolizione e ricostruzione dei colombari vetusti e pericolanti; garantire una degna sistemazione delle salme oggi ospitate in strutture degradate; assicurare una sepoltura dignitosa a chi non dispone di mezzi economici; curare la manutenzione del Cimitero Monumentale, parte identitaria del patrimonio storico della città.
“Prendersi cura dei nostri defunti è un dovere etico,” sottolinea Antonio Ruta. “Agire secondo equità sociale anche dopo la morte è una necessità. E rispettare il nostro passato è una scommessa sul futuro.”