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Attualità

Scicli, giovani in piazza per dire no alla disattenzione del Comune sugli impianti sportivi

Gli studenti del Cataudella, e non solo, hanno inscenato una dura protesta e sono stati accolti in consiglio comunale

24 Febbraio 2026, 10:19

Scicli, giovani in piazza per dire no alla disattenzione del Comune sugli impianti sportivi

Gli studenti nell'aula consiliare

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A Scicli il Consiglio comunale aperto sulle politiche giovanili si è trasformato in un passaggio di forte rilievo politico e civile. Protagonisti assoluti gli studenti e le nuove generazioni della città, che con compostezza ma con determinazione hanno dato voce al proprio disagio, portando in aula uno slogan destinato a restare: “Il Comune tace, i giovani no”.

Cartelli, interventi e richieste puntuali hanno restituito l’immagine di un sentimento diffuso: la distanza tra i ragazzi e un’amministrazione percepita come lenta nelle risposte, a poco più di un anno dalla scadenza del mandato.

A garantire che la protesta si traducesse in un confronto ordinato è stata la presidente del Consiglio comunale, Desirè Ficili, che — anche attraverso un’interlocuzione condivisa con i consiglieri di opposizione — ha ricondotto il dibattito entro un perimetro istituzionale. Un passaggio riconosciuto come significativo, perché ha permesso di trasformare la mobilitazione in un serio esercizio di democrazia.

Ma, come ribadito più volte nel corso dell’assise, il confronto da solo non basta. Tra i temi centrali, la vicenda dell’ex Geodetico. È stato evocato un possibile avvio dei lavori nel mese di maggio, ma in assenza di un cronoprogramma pubblico dettagliato e di atti definitivi in grado di offrire certezze alla comunità. Secondo quanto emerso, anche se l’iter partisse, potrebbero occorrere mesi — se non anni — prima che la struttura sia realmente fruibile. Un quadro giudicato poco rassicurante, che alimenta il malcontento.

Le istanze avanzate dai giovani riguardano interventi concreti e attuabili nel breve periodo: ampliamento degli orari della biblioteca comunale, piena fruibilità di Villa Penna, individuazione di spazi aggregativi accessibili, riattivazione della Consulta giovanile e della Consulta dello Sport, oltre a canali di comunicazione istituzionale più efficaci rispetto al solo albo pretorio. Misure pragmatiche che, secondo i promotori, rappresenterebbero un primo segnale di attenzione reale.

Nel dibattito è emersa anche la necessità di una strategia più ampia dedicata alle nuove generazioni: una Cittadella dello Sport moderna e funzionale, la riqualificazione degli impianti esistenti, luoghi permanenti di aggregazione culturale e sociale, incubatori d’impresa e spazi pubblici di coworking a sostegno dell’autoimprenditorialità.

Il nodo politico resta la programmazione. A quasi quattro anni dall’insediamento dell’attuale Giunta, è stata sottolineata l’assenza di un piano organico per i giovani, mentre progetti e ipotesi di finanziamento — come il FUA — vengono citati senza certezze operative.

Il Consiglio comunale aperto ha mostrato una generazione pronta a partecipare e ad assumersi responsabilità. Ora l’attenzione si sposta sull’esecutivo, chiamato a tradurre il confronto in atti concreti, con tempi certi e scelte chiare. Per molti dei presenti, il tempo degli annunci è finito. E la città non può permettersi di disperdere le sue energie migliori.