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Ragusa, pendolari allo stremo: "Alle 5,45 niente parcheggi al nuovo terminal bus, mentre l'area del Pala Zama è deserta"
Il disagio denunciato da un cittadino mette in evidenza una questione che andrebbe sanata
Ragusa c’è un momento della giornata in cui la città è ancora addormentata, ma i pendolari no. È l’ora in cui la città si sveglia a metà, quando le strade sono vuote e il cielo non ha ancora deciso se diventare giorno. Ed è proprio a quell’ora, le 5.45 del mattino, che un cittadino ragusano ha deciso di raccontare pubblicamente la sua frustrazione: trovare un parcheggio nei pressi del nuovo Terminal Bus Scalo Merci è già un’impresa.
Il suo messaggio, circolato sui social e nei gruppi dei pendolari, è semplice e diretto: “Ma è mai possibile che nessuno si rende conto delle difficoltà che ci sono già alle 5.45 del mattino per trovare un parcheggio presso il nuovo Terminal Bus, mentre il parcheggio del Pala Zama è vuoto?”
Una domanda che suona come una denuncia, ma anche come un appello. Perché chi ogni giorno lascia Ragusa per raggiungere il posto di lavoro sa bene cosa significhi correre contro il tempo: arrivare presto, trovare posto, non rischiare di perdere il bus. E soprattutto non dover aggiungere costi extra a una routine già pesante.
Il cittadino lo dice senza giri di parole: “Per uno che quotidianamente usa i trasporti pubblici per recarsi a lavoro, dovrebbe pagare anche per lasciare la macchina parcheggiata per 13 ore?”
Il riferimento è chiaro: il parcheggio del Terminal è a pagamento, mentre quello del Pala Zama, a poche centinaia di metri, resta spesso vuoto nelle prime ore del mattino. Una contraddizione che molti pendolari vivono come un paradosso quotidiano.
A complicare il quadro c’è il cantiere del futuro parcheggio della stazione, annunciato come soluzione imminente ma ancora lontano dall’essere operativo. “Non venite a dirmi che a breve ci sarà il parcheggio della stazione”, scrive il cittadino, ricordando che i lavori sono appena iniziati e che i bisogni, invece, sono immediati.
Il suo sfogo non è solo personale: è il ritratto di una comunità che ogni giorno si muove, lavora, si adatta. Una comunità che chiede semplicemente di poter lasciare l’auto in un posto sicuro e accessibile, senza dover pagare un prezzo aggiuntivo per poter prendere un autobus.
Il tema, ora, è sul tavolo. E la domanda resta sospesa nell’aria del mattino ragusano: possibile che nessuno si accorga di quanto sia complicato, per chi viaggia, anche solo iniziare la giornata?