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Attualità

Scoglitti ritrova la sua storia: un cippo per ricordare La Capannina, il lido che ha segnato generazioni

Era diventato negli anni un punto di riferimento per la vita sociale, musicale e turistica della borgata marinara

24 Febbraio 2026, 14:54

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Scoglitti ritrova la sua storia: un cippo per ricordare La Capannina, il lido che ha segnato generazioni

La cerimonia inaugurale

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A Scoglitti ci sono luoghi che non esistono più, ma continuano a vivere nella memoria come fari accesi sul passato. Uno di questi è La Capannina, lo storico lido nato dall’iniziativa della famiglia Santocono, rappresentata dai figli ancora in vita Mario e Salvatore, diventato negli anni un punto di riferimento per la vita sociale, musicale e turistica della borgata marinara.

Oggi, proprio dove sorgeva quel luogo di estati interminabili, è stato collocato un cippo commemorativo: un gesto semplice, ma carico di significato. Un segno che restituisce identità a uno spazio che ha accompagnato intere generazioni, trasformandosi nel tempo in un simbolo affettivo della comunità.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Francesco Aiello e l’assessore alla Cultura Arturo Barbante, che hanno voluto sottolineare il valore di questo intervento come atto di memoria urbana e di valorizzazione della storia turistica di Scoglitti. Un modo per riconoscere che la crescita di un territorio passa anche dalla capacità di custodire ciò che lo ha reso unico.

La Capannina non era solo un lido: era un luogo di incontri, di musica, di gioventù. Era il posto dove ci si dava appuntamento senza bisogno di messaggi, dove le serate d’estate avevano un suono preciso e un profumo che molti ricordano ancora. Un luogo che ha segnato l’immaginario collettivo e che, pur non esistendo più fisicamente, continua a vivere nei racconti di chi lo ha frequentato.

Il cippo, oggi, restituisce dignità a quella storia. Ricorda ciò che è stato e invita a non disperdere il patrimonio emotivo e culturale che ha contribuito a definire l’identità di Scoglitti. È un gesto che parla di radici, di comunità, di appartenenza.

In un tempo in cui tutto cambia rapidamente, questo piccolo segno diventa un ancoraggio: un modo per dire che la memoria non è nostalgia, ma un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare.