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Attualità

Ragusa, il sindaco Cassì: "Villa Moltisanti rinasce"

"Restituiamo storia, dignità e futuro a un luogo dimenticato"

25 Febbraio 2026, 09:26

Ragusa, il sindaco Cassì: "Villa Moltisanti rinasce"

Lavori in corso a Villa Moltisanti

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Un luogo elegante, quasi sospeso nel tempo. Una villa signorile che per decenni ha custodito più ombre che memorie. Oggi, però, Villa Moltisanti torna a parlare grazie a un progetto di recupero che il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, definisce “un atto dovuto alla nostra storia e alla nostra comunità”.

La villa, infatti, non è un edificio qualunque. Tra il 1940 e il 1943 fu trasformata in un centro di controllo radio e radar tedesco, un avamposto strategico in piena guerra. Un luogo di ascolto, intercettazioni e difesa, che gli alleati consideravano una vera e propria “trappola”: era zeppa di attrezzature e di esplosivo, pronta a essere fatta saltare per non cadere in mani nemiche. In quella fase drammatica perse la vita anche un Massaro, un uomo del posto che, spinto dalla curiosità, si avvicinò troppo a ciò che non doveva essere toccato.

Dopo la guerra, Villa Moltisanti scivolò lentamente nell’oblio. Negli anni ’80 venne acquisita dal Comune, ma senza un progetto capace di restituirle funzione e dignità. Rimase così, sospesa tra passato e abbandono, fino a oggi.

Ora, però, la storia cambia direzione.

“Oggi Villa Moltisanti sta rinascendo – afferma il sindaco Cassì -. Lo facciamo per ritrovare la nostra storia, per restituire senso a un luogo che ha attraversato epoche difficili e che merita di essere compreso e valorizzato. Ma lo facciamo anche per il presente: per creare un centro polivalente a servizio di via Mongibello e della parte alta di Ragusa, uno spazio capace di generare cultura, aggregazione e socialità”.

Il progetto punta infatti a trasformare la villa in un presidio civico, un luogo aperto, vissuto, utile. Un punto di riferimento per un quartiere che chiede servizi, occasioni, comunità.

La rinascita di Villa Moltisanti non è solo un intervento edilizio: è un gesto politico e culturale. È la scelta di non lasciare che la memoria si perda, di non accettare che un luogo così carico di storia resti un rudere silenzioso. È la volontà di intrecciare passato e futuro, restituendo alla città un pezzo della sua identità.

E mentre i lavori avanzano, Ragusa riscopre un luogo che credeva perduto. Un luogo che, finalmente, torna a essere parte viva della città.