English Version Translated by Ai
15 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:33
×

la storia

Chi è Vivian Jenna Wilson, la figlia trans di Elon Musk che ha sfilato per Gucci alla Milano Fashion Week

La ventunenne primogenita del miliardario e della scrittrice Justine Wilson ha fatto outing nel 2020 ed è in prima fila per i diritti LGBTQ+

27 Febbraio 2026, 21:08

Chi è Vivian Jenna Wilson, la figlia trans di Elon Musk che ha sfilato per Gucci alla Milano Fashion Week

Seguici su

Sulle note malinconiche ed evocative di Tu si' na cosa grande nell'inconfondibile versione di Ornella Vanoni, la passerella di Gucci alla Milano Fashion Week si trasforma in un palcoscenico dove l'alta moda incontra la storia personale e l'affermazione identitaria. A catturare l'attenzione del pubblico e della stampa internazionale, in un momento di straordinario peso simbolico, è l'apparizione di Vivian Jenna Wilson, ventunenne primogenita di Elon Musk e della scrittrice Justine Wilson. Il suo incedere misurato, fermo ed eloquente, avvolta in un candido e lungo abito bianco, segna un capitolo fondamentale sia per la sua carriera in ascesa, sia per il nuovo corso della celebre maison fiorentina.

L'evento rappresenta l'attesissimo e storico debutto di Demna alla guida creativa di Gucci. Il designer ha scelto di rileggere il DNA del brand attraverso una lente inedita e tagliente, evocando suggestioni rinascimentali che spaziano da Botticelli alla tradizione fiorentina, fondendole armoniosamente con l'estetica sensuale, vissuta e diretta dell'indimenticata era di Tom Ford. Non si tratta, tuttavia, di un mero gioco di citazioni o di estetica fine a se stessa: l'operazione di Demna è un vero e proprio riposizionamento valoriale che mira a rendere la moda più emotiva, invitando il pubblico a sentirla prima ancora che a decodificarla. In questo sofisticato scenario, dove la “Gucci-ness” viene ridefinita attraverso silhouette affilate e trasparenze, la scelta di far sfilare Vivian non è puramente ornamentale, ma rappresenta un ponte vitale di dialogo con i linguaggi e i valori della Generazione Z che oggi plasma la conversazione pubblica.

Il lungo abito bianco indossato da Vivian Jenna Wilson è senza dubbio uno dei momenti chiave dell'intera sfilata: la purezza del colore e l'essenzialità della linea diventano la "tela" perfetta su cui proiettare la storia recente di una giovane donna che ha reclamato il proprio posto nel mondo. L'uscita della Wilson, posizionata quasi in chiusura di sfilata, crea un affascinante cortocircuito generazionale, che viene sublimato dal colpo di teatro finale con l'apparizione a sorpresa di Kate Moss. Se la celebre supermodella britannica incarna l'icona assoluta a cavallo tra gli anni '90 e '00, Vivian rappresenta perfettamente il presente iperconnesso, fluido e politicamente consapevole.

Dietro il candore della passerella si cela un percorso personale di immenso coraggio e autodeterminazione. Vivian ha fatto coming out come donna transgender nel 2020 e, al compimento dei 18 anni nel 2022, ha presentato un'istanza ufficiale presso la Los Angeles County Superior Court per cambiare legalmente nome e genere. Nei documenti giudiziari, la ragazza ha esplicitato la volontà di allinearsi alla propria identità di genere e di assumere il cognome materno, recidendo così in modo definitivo ogni legame narrativo e pubblico con il padre. Da quel momento cruciale, il rapporto con Elon Musk si è interrotto e Vivian si è concentrata sulla costruzione della propria traiettoria professionale, affermandosi sui social media e schierandosi in prima linea per la difesa dei diritti delle persone LGBTQ+.

La sua ascesa nel competitivo mondo della moda è stata rapida, incisiva e densa di significato. Se la New York Fashion Week è stata la sua preziosa "palestra" – con il debutto fortemente politico e "pageant-inspired" nel settembre 2025 per Alexis Bittar, seguito dalle sfilate all'insegna della femminilità e della ricerca per Prabal GurungMilano rappresenta senza alcun dubbio la sua consacrazione globale. Il passaggio a Gucci segna un salto di scala a dir poco monumentale: dalla dimensione fertile, ma ancora "laboratoriale", della scena newyorkese, Vivian entra dalla porta principale in una vera e propria cattedrale della moda italiana, sotto i riflettori mondiali.