la protesta
Dissalatore Porto Empedocle, Martello pronto ai sigilli? Il Comitato chiede incontro urgente
"Impianto da 20 milioni inutile e illegittimo". Parte la battaglia legale
Il Comitato Mare Nostrum, guidato da Maurizio Saia, ha chiesto ufficialmente un incontro urgente al sindaco di Porto Empedocle Calogero Martello per avviare una battaglia legale senza precedenti. Al centro della contesa c'è il decreto n. 42 del 17 dicembre 2025, firmato dal Commissario per l’Emergenza Idrica, Nicola Dell’Acqua, con il quale è stato "blindato" il dissalatore realizzato sulla costa empedoclina. Impianto che inizialmente era stato definito "provvisorio". Una decisione che il Comitato definisce un atto di "arroganza amministrativa", poiché smentisce le rassicurazioni fornite dalla stessa Struttura commissariale nel luglio 2025, quando era stato garantito che il dissalatore fisso sarebbe sorto nell'area industriale ex ASI.
«L'investimento da oltre 20 milioni di euro è inefficace e ha solo deturpato il litorale, compromettendo lo sviluppo turistico previsto dal PRG», denuncia Saia. Con le piogge invernali che hanno riempito gli invasi, il Comitato ritiene l'impianto ormai inutile e punta al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Il sindaco Martello, che nel Consiglio comunale del 4 febbraio aveva dichiarato di sentirsi "preso in giro" dai tecnici regionali arrivando a minacciare i sigilli alla struttura, dovrà ora decidere se fare fronte comune con i cittadini per difendere l'integrità del mare e della costa empedoclina da quella che viene percepita come un'imposizione dall'alto.