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Stop ospedali intasati: a Casteltermini e Cattolica Eraclea arrivano le Case della Comunità

Sanità vicina ai cittadini: centri attivi h24

03 Marzo 2026, 07:30

Stop ospedali intasati: a Casteltermini e Cattolica Eraclea arrivano le Case della Comunità

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Continua celermente in provincia l’inaugurazione delle Case di Comunità da parte dell’Asp. Ieri mattina è toccato alle strutture sanitarie di Cattolica Eraclea e di Casteltermini dove, in manifestazioni distinte, alla presenza del direttore generale Giuseppe Capodieci e di tutto il team sanitario ed amministrativo dell’Azienda Sanitaria, sono stati tagliati i nastri di altre due delle 19 nuove strutture che stanno nascendo in tutto il territorio provinciale, specie nei piccoli comuni per garantire l’assistenza agli utenti che diversamente andrebbero ad intasare i pronto soccorso e gli ospedali.

A Cattolica Eraclea la struttura sanitaria, ubicata in locali comunali in via don Sebastiano Gentile, ha una sede nuova di zecca dove, bene arredata, già in piena funzione con personale medico e infermieristico. Erano presenti autorità civili, militari e religiose cittadine. La benedizione dei locali è stata fatta da don Giuseppe Licata. Si tratta di una sede provvisoria perché allo stato attuale è in costruzione nella vicina via Oreto la Casa di Comunità che, finanziata con le somme del Pnrr, costerà 1,3 milione di euro

Il direttore generale Giuseppe Capodieci e il sindaco Santo Borsellino nei loro interventi hanno sottolineato che la struttura risponderà ai bisogni sanitari e sociali della popolazione con la presenza dei medici di medicina generale, operatori, specialisti e assistenti sociali attivi nelle 24 ore e rappresenterà un utile traguardo per la cittadina e i paesi vicini.

A Casteltermini, invece, la Casa di Comunità ha fatto registrare l’inaugurazione della struttura di proprietà dell’Asp di Agrigento situata in via Kennedy e arredata modernamente con i finanziamenti del Pnrr. Erano presenti l’assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni, il direttore Capodieci con il suo staff e il sindaco Gioacchino Nicastro, con autorità civili e militari e la deputazione agrigentina. La sede è stata benedetta dai parroci don Giorgio e don Carmelo. La struttura è stata la prima ad entrare in funzione in provincia.