3 marzo 2026 - Aggiornato alle 04:37
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L'iniziativa

Il Museo dello Sbarco che non c’è tra idee, vincoli e occasioni mancate

La location scelta dai privati apre un fronte di critiche e interrogativi

03 Marzo 2026, 04:37

Il Museo dello Sbarco che non c’è tra idee, vincoli e occasioni mancate

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È per ora solo un’idea, ma ha già acceso un ampio dibattito in città, tra critiche e proposte. Si parla del Museo dello Sbarco.

È evidente che su questo fronte Gela sconta un ritardo notevole: le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai programmato di valorizzare il fatto che proprio qui, il 10 luglio 1943, gli Alleati misero piede avviando la liberazione dell’Italia dal nazifascismo e aprendo la strada alla fine della Seconda guerra mondiale. In Normandia, invece, lo Sbarco è diventato volano turistico per molti Comuni affacciati su quella costa. Solo negli ultimi anni Gela sembra aver recuperato memoria: contatti con i Comuni normanni e tentativi di iniziative culturali sono piccoli segnali di un interesse ritrovato. Di concreto, però, ancora nulla.

Il dibattito si è riacceso quando l’amministrazione comunale ha pubblicato una delibera con un atto di indirizzo che rappresenta una manifestazione di interesse verso il masterplan di una società privata intenzionata a realizzare un Museo dello Sbarco nell’area antistante l’ex Lido La Conchiglia, struttura destinata alla demolizione da parte della Regione. Uno spazio dedicato al ruolo storico di Gela, proprio sulla spiaggia in cui tutto avvenne. Ma è la location, più che l’idea, a far discutere.

Basta interpellare la Soprintendenza di Caltanissetta — all’oscuro dell’atto di indirizzo — per avere certezza che nessun museo potrà sorgere davanti all’ex Lido La Conchiglia.

«C’è un vincolo di inedificabilità assoluta — spiega la soprintendente Daniela Vullo — in quella fascia si possono autorizzare solo strutture balneari rimovibili». Insomma, portare avanti una proposta vietata dal Piano paesaggistico e dalle norme vigenti significa sprecare energie, tempo e creare solo pubblicità effimera.

Eppure a Gela non mancano luoghi adeguati per un Museo dello Sbarco. L’architetto Saverio Palumbo richiama l’attenzione sull’edificio dell’ex Dogana, sul Lungomare, poco distante dall’ex Lido La Conchiglia: un immobile ottocentesco simbolo della memoria marittima cittadina, in attesa di restauro e oggi in condizioni di grave vulnerabilità, tanto da rischiare il crollo. Il progetto di recupero esiste da tempo.

«Se c’è già una progettazione, se è noto il degrado dell’ex Dogana, se il bene è pubblico e la posizione è strategica per fini museali e culturali, perché non si riesce a sbloccarne il recupero? Prima di costruire nuove icone architettoniche sullo stesso fronte costiero, sarebbe doveroso salvare quelle autentiche che la storia ci ha consegnato», osserva Palumbo.

Da altri fronti arriva la proposta di restaurare l’ex edificio della Forestale a Bosco Littorio: affacciato sulla stessa costa dello Sbarco, all’interno dell’area del museo dei relitti greci, potrebbe creare un vero polo museale.