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archeologia

Dalla Germania ad Agrigento: la missione internazionale che sta riscrivendo la storia del Gymnasium

Oltre i templi, la vita: al via i nuovi scavi per ritrovare l’anima e i segreti dell'antica Akragas

03 Marzo 2026, 12:35

Dalla Germania ad Agrigento: la missione internazionale che sta riscrivendo la storia del Gymnasium

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La Valle dei Templi non smette mai di stupire. È ufficialmente partita la settima campagna di scavi presso il Gymnasium, l’imponente complesso monumentale dedicato all’educazione e allo sport dell’antica Akragas. Il progetto, frutto di una prestigiosa collaborazione internazionale tra il Parco Archeologico della Valle dei Templi, la Freie Universität Berlin e il Politecnico di Bari, mira a riscrivere la storia urbanistica e sociale della città tra il II secolo a.C. e l’età augustea.

Sotto la direzione della professoressa Monika Trümper, del dottor Thomas Lappi e con il coordinamento degli archeologi Maria Concetta Parello e Antonello Fino, il team multidisciplinare riparte dai risultati eccezionali dello scorso anno. Le precedenti missioni avevano infatti portato alla luce strutture uniche nel Mediterraneo occidentale: un Theatridion (auditorium coperto) da 160 posti dedicato alla retorica, un Apodyterion (spogliatoio) e un’iscrizione monumentale che consacra il sito a Hermes ed Ercole, divinità protettrici della gioventù.

L'attuale fase di ricerca, che proseguirà fino al 28 marzo, si concentra sulla "Palaestra" a nord della piscina monumentale. Tre gli obiettivi cardine: definire la planimetria degli ambienti occidentali per mappare i flussi di atleti e studenti; chiarire il complesso sistema idraulico che alimentava la piscina; ed esplorare il rapporto tra le diverse terrazze del sito, comprese le piste da corsa.

“I risultati finora ottenuti spostano l'attenzione dai templi agli edifici destinati al tempo libero e alla vita sociale”, ha commentato il direttore del Parco, Roberto Sciarratta, sottolineando come la Valle sia ormai un centro di eccellenza globale. Il cantiere, animato da studenti provenienti da Berlino e Bari, non è solo una ricerca scientifica, ma un laboratorio a cielo aperto che restituisce alla luce la magnificenza quotidiana dell’antica Akragas, confermando l'apertura internazionale di un’istituzione capace di trasformare il passato in una risorsa culturale viva e dinamica.