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Attualità

Marina di Ragusa diventa una pattumiera nel fine settimana, l'indignazione del sindaco Cassì

Il primo cittadino ha pubblicato due video sul proprio profilo social per evidenziare una situazione di forte disagio

03 Marzo 2026, 14:22

Marina di Ragusa diventa una pattumiera nel fine settimana, l'indignazione del sindaco Cassì

Un frame tratto dal video che non ha bisogno di commenti

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L’indignazione del sindaco Peppe Cassì diventa il punto di partenza di un fine settimana che, a Marina di Ragusa, lascia l’amaro in bocca. Non per un singolo episodio, ma per ciò che racconta: un senso di incuria diffusa, di leggerezza verso gli spazi comuni, di mancanza di quel rispetto minimo che dovrebbe essere naturale in un luogo vissuto da tutti.

Un fine settimana che lascia il segno
Due video, inviati da cittadini esasperati, hanno raggiunto il sindaco. Non per alimentare polemiche, ma per condividere un disagio che ormai sembra ripetersi troppo spesso. Le immagini mostrano piazza Malta prima dell’intervento degli operatori ecologici: cartacce, bicchieri, bottiglie abbandonate ovunque, mentre i cestini — vuoti, presenti a ogni angolo — restano ignorati.

Il sindaco lo dice senza giri di parole: “Spendiamo per continui e frequenti servizi di pulizia; spendiamo il tempo della nostra Polizia locale per controlli, visionare riprese e sanzionare quando basterebbe essere civili”, Una frase che pesa, perché fotografa perfettamente il paradosso: si investono risorse, energie, personale… e tutto potrebbe essere evitato con un semplice gesto di responsabilità.

Il secondo video: la misura colma
Se il primo filmato mostra incuria, il secondo — come sottolinea Cassì — è “ancora peggio”. Un quadro che supera la semplice maleducazione e sfiora l’irrispettoso, il provocatorio. Un comportamento che non solo sporca, ma degrada, mortifica un luogo che appartiene alla comunità e che la comunità stessa dovrebbe proteggere.

Il messaggio politico e civile
Il tono del sindaco non è quello della reprimenda sterile, ma di chi sente il peso di una battaglia quotidiana: mantenere Marina di Ragusa pulita, accogliente, vivibile. Una battaglia che non può essere vinta solo con mezzi, ordinanze e controlli. Serve un cambio culturale, un’assunzione collettiva di responsabilità.

Perché la pulizia non è un servizio: è un comportamento. E la civiltà non si impone, si pratica.

Una comunità chiamata a reagire
L’appello implicito è chiaro: non basta indignarsi davanti a un video. Serve che ognuno faccia la propria parte. Che chi sporca sia richiamato, che chi vede segnali, che chi vive la piazza la difenda. Perché Marina di Ragusa è bella quando è vissuta, non quando è lasciata in balia dell’incuria.