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Attualità

Modica e il centro storico, Ruta: "Basta con i solismi, serve un coro unanime"

Alternativa socialista indica la strada per risolvere i numerosi problemi che continuano a registrarsi

04 Marzo 2026, 00:06

Modica e il centro storico, Ruta: "Basta con i solismi, serve un coro unanime"

Il centro storico di Modica

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Il confronto sul destino del Centro storico di Modica si infiamma, con il rischio che il rumore delle polemiche finisca per coprire le questioni sostanziali.

Negli ultimi mesi numerose voci si sono levate in difesa del “Salotto Buono” cittadino, ciascuna con la propria ricetta per arginare il declino sociale, commerciale e civile che ne sta offuscando il pregio.

Secondo Alternativa Socialista di Modica, però, affiora un limite evidente: si procede in ordine sparso. Mancano ascolto reciproco e una visione complessiva. Sembra prevalere la volontà di apporre la propria firma a una proposta più che quella di tracciare un percorso comune e praticabile.

Il Comitato cittadino di Alternativa Socialista giudica controproducente l’attuale frammentazione. Come ha sottolineato Antonio Ruta: “Tutte queste voci, oggi dissonanti e scoordinate, devono essere riunite in un ‘coro’ e in una sola ‘armonia del futuro’. Ma per fare questo serve un luogo d’incontro, di sintesi e di reciproco accordo dal quale generare una nuova musica.”

Per tradurre le intenzioni in atti, il movimento indica nel Consiglio comunale aperto l’unica sede istituzionale e democratica in grado di fungere da “auditorium” di questo confronto. L’appello è rivolto direttamente al Presidente del Consiglio comunale di Modica, al quale si chiede di convocare con urgenza un’assise pubblica capace di far sedere allo stesso tavolo residenti e cittadini, forze politiche, mondo economico e dell’associazionismo, comitati di quartiere e realtà produttive e sociali.

L’invito è a mettere da parte le “armi” della propaganda personale per scrivere insieme uno spartito condiviso, capace di ridare slancio non solo al cuore antico, ma all’intero tessuto urbano e produttivo della città. Ora la parola passa alla Presidenza del Consiglio: “La città attende un segnale di apertura per trasformare il malcontento in progetto”.