Attualità
05 Marzo 2026 - 00:02
La ricetta che fissa l'esame in 10 giorni
A dispetto delle continue e trionfalistiche dichiarazioni sulla riduzione delle liste d’attesa, la realtà della sanità pubblica appare ben diversa. Lo testimonia il caso di una donna segnalato al comitato civico Articolo 32, che denuncia l’ennesima distorsione del sistema. Il 25 febbraio il medico di famiglia ha prescritto una risonanza magnetica, ritenendo, in considerazione delle condizioni cliniche, che l’esame dovesse essere effettuato con urgenza, entro dieci giorni. La paziente, nello stesso giorno, ha presentato la richiesta di prenotazione. La risposta ricevuta prevede però l’appuntamento a distanza di dieci mesi. Gli operatori addetti al servizio, nonostante le rimostranze dell’utente, non hanno rilevato la palese incongruenza tra la priorità indicata nell’impegnativa e la data fissata.
Da qui le contestazioni del comitato Articolo 32: “Perché, in assenza di disponibilità nella struttura pubblica, come espressamente previsto dalla legge, la paziente non è stata indirizzata verso uno dei tanti centri convenzionati, sostenendo il solo costo del ticket?” E ancora: “Perché le agende delle strutture accreditate non sono sistematicamente interconnesse con quelle del pubblico, così da ridurre i tempi di attesa?” Secondo il comitato, l’attuale sistema di prenotazione è la fotografia di un modello organizzativo che spinge i cittadini a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato. “Dopo il presidio delle forze dell’ordine nei pronto soccorso, per contenere reazioni esasperate, dovremo assistere anche al presidio degli sportelli del Cup? Coloro che governano questo Paese vogliono difendere i diritti costituzionali oppure no?”
Copyright © 2025 • La Sicilia Investimenti S.p.a. • P.I. 03133580872 • All rights reserved..