L'iniziativa
Una zampa sul letto e il dolore si fa più leggero, così porte aperte all'hospice agli amici a quattro zampe
La scelta dell’Asp di Trapani: consentire agli animali d’affezione di restare accanto ai pazienti terminali, donando conforto e umanità alle cure palliative
Accanto alle terapie farmacologiche e ai protocolli, accanto alle cure palliative e al lavoro degli operatori sanitari, c’è unumanizzazione più profonda, quella che nasce dal ricongiungimento tra due esseri che si sono appartenuti. Immaginare la scena significa già sentirne la tenerezza: un paziente oncologico vede entrare il suo cane. Un passo lento, una zampa che sfiora una mano, un muso che cerca il profumo familiare del suo umano. In quell’istante il dolore si fa più leggero, come una boccata d’aria fresca che spazza via l’oppressione.
È questo il cuore dell’hospice “Raggio di sole” riqualificato di Salemi, inaugurato ieri, dove l’Asp di Trapani, guidata da Sabrina Pulvirenti, ha scelto di aprire le porte a un gesto che vale più di mille terapie: permettere agli animali d’affezione di restare accanto ai loro padroni fino all’ultimo tratto del cammino di vita. Un legame, così semplice e così assoluto, che parla un linguaggio che nessun altro può tradurre. Un cane non conosce la parola “terminalità”, ma riconosce la fragilità. Un gatto non comprende la diagnosi, ma percepisce il bisogno di vicinanza.
Non servono spiegazioni quando si parla di amore così. Nella fredda corsia di un ospedale, che spesso sa di solitudine, arriva un calore che nessun farmaco può imitare: un muso che si posa sulla coperta, un corpo che si accoccola ai piedi del letto, un respiro che si sincronizza con quello del paziente. In molte strutture italiane questo tipo di presenza è stato sperimentato con successo. In Sicilia è un’eccezione concessa con cautela. A Salemi, invece, diventa parte integrante del percorso di cura: un cane, un gatto, ma anche un coniglio, possono stazionare nella stanza del paziente, accompagnarlo e vegliarlo.