Lo scontro
Sessant’anni di mare cancellati da una rete: esplode il caso Poggio Arena
Domani il sit in davanti al Municipio. Tra carte bollate, varianti contestate e percorsi alternativi che non convincono, la città difende il suo accesso più simbolico al mare
Nella città del post petrolio che si è candidata per la prima volta a Capitale del mare piazzandosi al tredicesimo posto su 54 partecipanti in Italia, scoppia un caso che riguarda la difesa dell’accesso ad una delle spiagge pubbliche più belle di Gela.
Un sit in domani mattina davanti al palazzo di città è stato organizzato dal Comitato di Poggio Arena e dal comitato di quartiere dell’area urbana 9 per difendere l’accesso pubblico alla spiaggia con le dune (è protetta da un vincolo naturalistico) così come è stato da 60 anni a questa parte.
Come è noto, c’è una guerra a suon di carta bollata tra i residenti della zona, il Comune e la società svizzera che ha acquistato il terreno in via delle Acacie che ha recintato chiudendo l’accesso alla strada usata da 60 anni da tanti bagnanti che giungono da ogni parte.
Il comitato ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento firmato dal segretario generale con l’assenso alla recinzione cancellando il passaggio nella stradina storica di via delle Acacie.
Ha anche puntato l’indice su presunte irregolarità nella vicenda della demolizione e ricostruzione dell’immobile da parte della società svizzera e poi sulla variante in corso d’opera da cui è scaturita la posa della recinzione e la chiusura dell’accesso storico al mare da via delle Acacie,
Il Tar che tornerà a trattare il ricorso nell’udienza di martedi prossimo, prima di arrivare alle conclusioni, con ordinanza ha disposto un sopralluogo congiunto sul posto del Comune, del Comitato e della società svizzera con i rispettivi legali e tecnici.
Sopralluogo che è stato effettuato il 20 febbraio. Ma il problema non sembra essersi risolto dopo quel sopralluogo, anzi l’organizzazione del sit in, i vari post sui social in difesa del mare, sembrano andare in direzione opposta.
Nella relazione depositata dopo il sopralluogo, il segretario comunale dott. Curaba evidenzia che non ci sono anomalie, che la società svizzera ha nelle prescrizioni la protrezione delle dune, cosa che impedisce l’uso di una strada interna al suo lotto ma c’è un percorso alternativo al mare di 4 metri che è esterno al lotto.
Il comitato contesta questa ipotesi. È stato esaminato anche l’altro percorso in via delle Mele che è stato recintato come proprietà privata dopo l’intervento della polizia municipale chiamata dal sen. Lorefice non appena sul posto è arrivata una ruspa per ripulire il percorso.
La versione fornita sia dalla società svizzera, sia dal Comune in vista dell’udienza al Tar non convince il comitato pronto a proseguire la battaglia legale per difendere "un diritto negato".