5 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:35
×

Attualità

Giornata della donna, a Modica lo striscione che fa discutere

E' stato esposto al quartiere d'Oriente. Ed è un messaggio che lascia poco spazio all'immaginazione

05 Marzo 2026, 22:15

22:20

Giornata della donna, a Modica lo striscione che fa discutere

Lo striscione che fa discutere

Seguici su

Switch to english version

Una scritta bianca su sfondo bordeaux, tesa dal vento sulla panoramica del Quartiere d’Oriente, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna. “Mi difendono le mie sorelle.. non gli sbirri.. verso l’8 marzo”. Poche parole, nette, che hanno trasformato uno dei belvedere più suggestivi di Modica in un terreno di scontro simbolico.

L’installazione, riconducibile a frange del femminismo radicale o a circuiti antagonisti, propone una tesi estrema: la sorellanza come unica protezione autentica contro la violenza di genere. L’uso del termine “sbirri”, con evidente accezione dispregiativa per indicare le forze dell’ordine, evidenzia una frattura profonda tra una parte del movimento femminista e lo Stato.

Il messaggio, nella sua asciuttezza, respinge la delega della propria sicurezza alle istituzioni — percepite, forse, come espressione di quel sistema “patriarcale” da scardinare — e rivendica una mutua assistenza tra donne.

L’episodio si inserisce in un clima nazionale già attraversato da tensioni sul tema dei femminicidi e della violenza domestica. Mentre politica e associazioni sollecitano un rafforzamento delle tutele legali e una maggiore presenza delle forze di polizia, la scritta del Quartiere d’Oriente esprime una sfiducia radicale.

Non è la prima volta che Modica si interroga sul ruolo delle istituzioni — basti ricordare le recenti polemiche sui presidi di polizia nei luoghi sensibili — ma questo striscione sposta l’asse sul terreno dell’autodifesa collettiva e di un separatismo politico esplicito.

In città, la reazione è stata immediata.

- C’è chi condanna il linguaggio: numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali considerano l’uso di “sbirri” un’offesa gratuita a chi, ogni giorno, tutela la sicurezza pubblica.

- C’è chi interpreta il disagio: alcuni attivisti leggono nel cartello il riflesso di una rabbia generazionale, alimentata dalla percezione di leggi lente o inadeguate.

Al di là delle posizioni, il lenzuolo ha centrato un obiettivo: incrinare il cerimoniale. In una ricorrenza spesso ridotta a mimose e frasi di circostanza, quella scritta ricorda che per molte donne l’8 marzo non è una festa, ma un momento di lotta e di radicale messa in discussione dell’ordine costituito.

Resta ora da capire se questo “grido” potrà tradursi in un confronto costruttivo o se resterà soltanto una provocazione destinata a essere rimossa, restituendo a quel belvedere il silenzio di una panoramica che, oggi, sembra scrutare la città con sguardo più severo.