Attualità
"Liste d'attesa troppo lunghe anche in provincia di Ragusa, la commissione europea faccia chiarezza"
L'europarlamentare Giuseppe Antoci fa sentire la propria voce in ordine a un disagio lamentato da numerosi pazienti
Tempi di accesso alle cure fuori controllo, liste d’attesa opache e reparti di emergenza sotto pressione per la carenza di personale: è il quadro allarmante delineato dalle rilevazioni della magistratura contabile sulla sanità siciliana. In particolare, nelle province di Siracusa e Ragusa si registrano attese che variano dai dieci ai tredici mesi, casi emblematici che mettono in luce le criticità del sistema regionale. La Corte dei conti in Sicilia evidenzia problemi strutturali nella gestione delle liste, lacune nella governance e nella trasparenza dei dati, oltre ai limiti dell’attuale piattaforma di prenotazione. Sul versante dell’emergenza-urgenza, persiste una cronica insufficienza di medici nei pronto soccorso, fattore che dilata ulteriormente i tempi e rende sempre più complicato garantire un’assistenza adeguata, soprattutto ai pazienti più vulnerabili. Di fronte a questa situazione, l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea per chiedere quali iniziative intenda adottare sui tempi estremi di attesa e sulla pressione che grava sui servizi d’urgenza nell’Isola. “Non è accettabile – dichiara Antoci – che una persona con disabilità gravissima debba attendere oltre un anno per una visita. Il diritto alla salute e l’accesso tempestivo alle cure sono principi sanciti anche dall’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. “Pur essendo l’organizzazione sanitaria competenza degli Stati membri – prosegue Antoci – l’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea stabilisce che l’Unione contribuisce al miglioramento della salute pubblica. Per questo ho chiesto alla Commissione se intenda promuovere standard minimi comparabili e pubblici per il monitoraggio dei tempi effettivi di accesso alle prestazioni, rafforzando qualità, trasparenza dei dati e interoperabilità dei sistemi di prenotazione”. “Occorre inoltre – conclude Antoci – potenziare gli strumenti di supporto e coordinamento per aiutare gli Stati membri a ridurre tempi di attesa estremi e alleggerire la pressione sui pronto soccorso, anche intervenendo sulle carenze di personale. La tutela dei più fragili deve diventare una priorità concreta, non restare un principio sulla carta”.