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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 07:34
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la storia

Corradina a Lisa, bracciante, sindacalista, comunista: protagonista della lotta per l'occupazione delle terre in Sicilia

Povera e semplice, lottò nelle campagne della sua Avola. Di lei, oggi, non rimane nulla, solo una foto, la sua storia raccontata in un libro

06 Marzo 2026, 09:39

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Corradina a Lisa, bracciante, sindacalista, comunista: protagonista della lotta per l'occupazione delle terre in Sicilia

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Si chiamava Corrada Principato Morale, ma tutti la conoscevano come ‘Currarina a Lisa’, Corradina l'Avolese. Di lei, oggi, non rimane nulla. Soltanto una fotografia, ritrovata per caso, sopravvissuta alle mareggiate della vita. Non so nemmeno se sia sepolta ad Avola, città dove era nata, o a Floridia, dove si trasferì da giovane e visse sino alla morte, in una povera casa terrana di pochi metri nel cuore del ‘Chianu i Masciu Vartulu’, uno dei quartieri più antichi della città.

Il mio amico Rosario Latina, scomparso alcuni anni fa, che di Currarina fu sodale di battaglie sociali, la ricorda nel suo prezioso libro La mia storia, diario di vita e di passione politica di un bracciante che lottò contro i signori delle terre.

Corrada Principato Morale è stata una delle prime donne a rappresentare, nel secondo dopoguerra, il sindacato bracciantile nel Siracusano. Nel 1947, giovanissima, aveva partecipato alle lotte per l'occupazione delle terre dei latifondi di Avola, di Cassibile, di Monasteri. Erano le donne, allora, ad essere in prima fila con le bandiere, le prime ad opporsi alle prepotenze di gabelloti e di mafiosi. Sempre presenti alle occupazioni dei latifondi con i bambini accanto, sottolineavano con la loro presenza il carattere non violento della manifestazione. I contadini partivano all’alba dalla piazza del paese in sella ai cavalli e ai muli. Alcuni si portavano dietro le sacche con il mangiare, altri impugnavano bandiere bianche, rosse, tricolori. Marciavano con vanghe, falci, zappe. Sotto un sole terribile, gettavano e interravano sacchi di semi sulla terra secca e incolta andando avanti per ore e ore sino al tramonto, per poi tornare il giorno dopo.

Sovente, i gabelloti mandavano i loro uomini sui campi appena seminati per distruggere il lavoro di una giornata. Ma contadini e braccianti tornavano ancora e, dopo avere zappato e vangato, sfiniti e affamati, partecipavano alle manifestazioni nelle piazze dei paesi. Fu un’epopea, una epopea storica fatta di dolore, di dignità, di coraggio. Questa esperienza risulterà fondamentale per l’emancipazione femminile in Sicilia.

Malgrado una vita di duro lavoro, di soprusi e di dispiaceri - la morte prematura del marito, la sorte disgraziata dei figli, la povertà - Corrada Principato rimase anche in età avanzata una donna indipendente, forte, battagliera. Non ricordo una sola volta in cui il suo viso segnato dal tempo e dalle ingiustizie fosse offuscato dalla pena, dallo sconforto. Forgiata dalle necessità e dalle malvagerie della vita, ‘donna Currarina’, come tutti la chiamavamo, era un punto di riferimento del quartiere, animatrice della locale Camera del lavoro e tra le prime donne a tesserarsi al vecchio partito comunista. Non possedeva nulla, ma riusciva a dare sempre qualcosa a tutti.

Un giorno, bambino, giocando insieme ad altri coetanei inciampai su una pietra cadendo su un pezzo di lamiera che mi provocò una profonda ferita all'alluce. La ferita cominciò a sanguinare abbondantemente. Donna Corradina aveva assistito al fatto; entrò in casa, e uscì subito dopo tenendo un fazzoletto ripiegato nelle mani. Si avvicinò, e, aperto l’involto, ne estrasse piccole foglie secche con le quali mi cosparse la ferita. «È u sopu - mi disse - ti passerà subito».

Trascorsi alcuni minuti, il flusso del sangue si fermò grazie a quel misterioso sopu: era l'issopo, pianta dal potente effetto emostatico che lei teneva conservata in casa e che non esitò a usare per me. Raccontò a mia nonna che l’issopo l’aveva salvata più volte dal dissanguamento per le ferite da colpi di falcetto durante le sue giornate di estenuante lavoro nei campi di grano e anche dalle nerbate dei soprastanti al soldo dei campieri, adusi ad ogni sorta di angheria sui braccianti, soprattutto se giovani donne.

Nel giorno di festa e di celebrazioni dedicate alle donne, mi piace ricordare Corradina Principato Morale - ‘donna Corradina a Lisa’ - donna povera, semplice, che non si lamentò mai né si dolse per la sua condizione, ma che lottò perché alla sua condizione venissero riconosciuti dignità e diritti. Una donna senza storia alla quale tanto devono i tempi di oggi.

* Salvo Sequenzia è nato a Floridia. Semiologo, saggista, poeta e studioso di letterature comparate e di scienze dei linguaggi