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La sentenza

Giustizia per due comuni: il Tar annulla il decreto e ordina il ricalcolo dei fondi 2013

È stato ordinato il nuovo conteggio sulla base della reale classificazione demografica

06 Marzo 2026, 22:33

Palazzo Orleans

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In un'importante sentenza emessa dal TAR Sicilia, i Comuni di Bisacquino e Santo Stefano Quisquina ottengono giustizia contro l 'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato un decreto che paradossalmente richiedeva la restituzione di fondi già erogati, imponendo un ricalcolo corretto delle somme per l'anno 2013 basato sulla reale classificazione demografica.

Il contesto della disputa: un paradosso amministrativo

La vertenza nasce da un meccanismo di riparto fondi che, invece di correggere errori passati, aggravava le disparità. I Comuni ricorrenti hanno contestato il decreto regionale per violazione del giudicato, eccesso di potere, irragionevolezza, difetto di istruttoria e lesione dei principi costituzionali di uguaglianza (art. 3) e buon andamento della PA (art. 97). L'Amministrazione aveva utilizzato dati storici del 2012 senza adeguata rivalutazione, mantenendo in vita effetti finanziari su presupposti demografici rivelatisi errati.

I giudici hanno accolto pienamente le tesi, dichiarando il vizio di eccesso di potere. Non si tratta di una nullità tecnica per giudicato, ma di una lettura "eccessivamente riduttiva" della precedente pronuncia del CGARS, che vanificava la ratio della decisione. Questo approccio formale, sostengono i magistrati, ignorava la sostanza del diritto a un riparto equo.

Violazioni costituzionali e disparità tra Comuni siciliani

Il TAR ha censurato la disparità di trattamento: Bisacquino e Santo Stefano Quisquina ricevevano contributi significativamente inferiori rispetto a enti della stessa fascia demografica, senza motivazioni plausibili. Tale pratica lede l'uguaglianza sostanziale e il buon andamento amministrativo, principi cardine della Costituzione italiana.

La sentenza obbliga l'Assessorato a un nuovo ricalcolo per il 2013, tenendo conto della corretta dimensione demografica. Questo apre scenari positivi per altri Comuni siciliani alle prese con analoghe storture nel riparto risorse pubbliche.

La soddisfazione del legale: "Ristabilita la giustizia sostanziale"

L'avvocato Giuseppe Ribaudo, difensore dei ricorrenti, ha commentato con entusiasmo: "Questa sentenza ristabilisce un principio fondamentale di giustizia sostanziale. Il TAR ha pienamente accolto le nostre tesi, riconoscendo che l'Amministrazione, pur recependo formalmente la pronuncia del CGARS, ne aveva vanificato gli effetti con un atto irragionevole. È stata censurata l'applicazione della spesa storica su dati demografici errati, riaffermando l'uguaglianza nel riparto fondi. Siamo lieti dell'annullamento del decreto, che impone un riesercizio corretto e rispettoso del giudicato, con grandi aspettative per tutti i Comuni siciliani".

Impatti per le autonomie locali in Sicilia

Questa pronuncia rafforza i diritti degli enti locali contro decisioni amministrative opache. In un contesto di risorse limitate, il ricalcolo equo potrebbe ridistribuire milioni di euro, favorendo investimenti in servizi essenziali per comunità come quelle di Bisacquino e Santo Stefano Quisquina, in provincia di Palermo. La sentenza TAR Sicilia diventa un precedente per future controversie su fondi pubblici.zo