Attualità
Acate, il Tar Catania conferma la legittimità della nuova pianta organica delle farmacie
Il Comune aveva deciso di istituire una terza sede ridefinendo le zone di pertinenza e ciò aveva originato il ricorso
Il Tar Catania ha respinto il ricorso presentato dalle due farmacie del centro urbano di Acate contro la revisione della pianta organica approvata dal Comune, confermando la piena legittimità degli atti adottati dall’amministrazione.
Il sindaco ha seguito personalmente l’intero iter istruttorio, sottolineando come la decisione del Tar ribadisca quanto già sostenuto in sede di Consiglio comunale. La scelta dell’ente è stata quella di istituire una terza sede farmaceutica, ridefinendo la zona di pertinenza in modo da includere sia Marina di Acate sia una parte del centro urbano. Una modifica ritenuta necessaria perché la precedente perimetrazione, limitata alla sola fascia costiera, non era mai stata scelta da alcun farmacista.
Le farmacie ricorrenti contestavano l’uso di dati demografici non coincidenti con quelli Istat e la presunta violazione del rapporto di una farmacia ogni 3.300 abitanti. Il Tar ha però chiarito che il parametro va riferito alla popolazione complessiva del Comune, non alle singole circoscrizioni, e che l’utilizzo di dati demografici aggiornati dagli uffici comunali è legittimo anche se la pubblicazione Istat non è ancora avvenuta.
La sentenza ribadisce inoltre l’ampia discrezionalità del Comune nella pianificazione del servizio farmaceutico, che può essere sindacata solo in caso di manifesta illogicità. Nel caso di Acate, la nuova perimetrazione è stata ritenuta coerente con l’interesse pubblico, anche alla luce dei pareri favorevoli dell’Asp e dell’Ordine dei farmacisti.
Il Tar ha infine riconosciuto che la precedente delimitazione della zona costiera non garantiva un servizio adeguato, poiché mai scelta nei precedenti interpelli. Da qui la necessità di estendere la circoscrizione anche al centro urbano per assicurare una distribuzione più equilibrata e funzionale delle farmacie.
Le due farmacie ricorrenti sono state condannate alla rifusione delle spese di giudizio.