Attualità
Ragusa e le pozzanghere all'interno dell'impianto sportivo Pappalardo, Firrincieli: "Trovare una soluzione"
Il consigliere comunale denuncia e propone: "Le società che vi operano hanno bisogno di risposte"
All’impianto sportivo “Pappalardo” di Ragusa la scena, da giorni, è sempre la medesima: infiltrazioni dal tetto, pozzanghere sul parquet e una porzione della superficie ormai impraticabile.
Le immagini scattate ieri alle 17 confermano che non si tratta più di un disguido occasionale, bensì di un problema strutturale, con ricadute immediate per chi dovrebbe allenarsi e per chi vorrebbe poter contare su un centro efficiente.
A rendere il quadro ancora più critico è l’assenza di qualunque forma di presidio: l’edificio è accessibile a chiunque, in qualunque momento.

Una condizione che espone il complesso a rischi evidenti, soprattutto in questa fase in cui l’amministrazione ha sospeso ogni attività di paravolontariato, lasciando gli impianti senza custodi né referenti.
Un vuoto che pesa, perché significa non solo mancanza di vigilanza, ma anche impossibilità di garantire un utilizzo ordinato e sicuro degli spazi.
Sul tema interviene il consigliere comunale Sergio Firrincieli, che sceglie un approccio pragmatico, rinunciando ai toni della denuncia per concentrarsi sui possibili interventi immediati.
«Il Pappalardo – spiega – non può restare in questa condizione. Non serve puntare il dito, serve capire come riportarlo alla piena funzionalità. Le società sportive hanno bisogno di programmazione, e oggi non possono farlo perché non sanno quando e come potranno rientrare».
Firrincieli indica alcune azioni concrete: una verifica tecnica rapida per individuare i punti critici della copertura e porre rimedio alle infiltrazioni; una valutazione immediata dei danni a pareti e pavimentazione per definire tempi e modalità di ripristino; e, soprattutto, una soluzione temporanea per il controllo degli accessi, anche minima, ma sufficiente a evitare che la struttura rimanga totalmente esposta.
«Non possiamo permettere – aggiunge – che un impianto così importante resti sospeso in un limbo. Ogni giorno che passa è un giorno perso per atleti, famiglie e associazioni. Serve un intervento coordinato, anche provvisorio, ma che dia un segnale chiaro: il Pappalardo non è stato abbandonato».
La priorità, dunque, è una risposta tempestiva e tangibile. Non si tratta soltanto di riparare un tetto che perde, ma di restituire alla città uno spazio che, se pienamente operativo, rappresenta un riferimento per l’attività sportiva e la vita sociale di Ragusa.