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Attualità

Un dialogo per il bene comune della Sicilia, incontro tra l'arcivescovo di Palermo e Confcommercio

Monsignor Lorefice e il presidente Manenti hanno puntato i riflettori sulle dinamiche legate al welfare e al commercio come tessuto vivo che genera occupazione

07 Marzo 2026, 08:01

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Un dialogo per il bene comune della Sicilia, incontro tra l'arcivescovo di Palermo e Confcommercio

L'arcivescovo Lorefice e il presidente Manenti

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In una terra che oggi affronta sfide complesse ma anche opportunità straordinarie, nel capoluogo si è svolto un colloquio dal forte valore simbolico e operativo tra monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e Gianluca Manenti, presidente regionale di Confcommercio Sicilia. Un confronto franco e costruttivo in cui la voce delle istituzioni civili e quella della Chiesa si sono intrecciate per ragionare sul futuro dell’Isola.

Al centro della discussione, questioni decisive: il ruolo del commercio quale propulsore di sviluppo, il welfare e la coesione sociale, insieme alla visione di una Sicilia sempre più protagonista e inclusiva. Il commercio, infatti, non è soltanto economia: rappresenta un tessuto vitale, capace di generare occupazione, sostenere le famiglie e animare i centri urbani.

Quando le istituzioni dialogano e condividono responsabilità, si crea una sinergia che rafforza la comunità e contribuisce a superare fratture e fragilità. Monsignor Lorefice ha sottolineato il valore della collaborazione tra sfera civile ed ecclesiale, ricordando che “costruire ponti, non muri” è la via per promuovere il bene comune e la solidarietà.

Manenti ha ribadito l’esigenza di un welfare moderno e partecipato, in cui ogni attore sociale si riconosca parte di un progetto di crescita collettiva. In un contesto in cui l’emergenza sociale incide soprattutto sulle categorie più vulnerabili, coesione e sostegno reciproco diventano non solo principi, ma impegni concreti.

L’appuntamento palermitano non è stato un semplice scambio di vedute: ha dimostrato che, quando “le istituzioni camminano insieme”, si aprono nuove traiettorie di sviluppo e si irrobustisce il tessuto sociale. In tempi di crisi e trasformazione, la capacità di gettare ponti tra mondi diversi – economia e spiritualità, impresa e solidarietà – consente a una comunità di guardare al domani con fiducia e determinazione.

“Guardando avanti” – afferma il presidente Manenti – è fondamentale continuare su questa via: promuovere incontri, ascoltare le esigenze dei cittadini e dei commercianti, investire in formazione e innovazione. Solo così la Sicilia potrà davvero valorizzare i suoi talenti e garantire un benessere diffuso.

L’incontro di Palermo ci ricorda che il futuro si costruisce insieme e che la vera ricchezza è fatta di relazioni, dialogo e fiducia reciproca. In conclusione, il messaggio che emerge è chiaro: “costruire ponti, non muri”, come dice mons. Lorefice, deve essere l’imperativo per chi crede in una Sicilia più giusta, solidale e prospera.