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Lavoro

Università siciliane: dal ministero 3,4 milioni per assumere 118 ricercatori

Saranno divisi tra Palermo, Catania e Messina. Tra di loro, 71 sono legati al Pnrr. I dettagli

07 Marzo 2026, 10:18

10:35

Università siciliane: dal ministero 3,4 milioni per assumere 118 ricercatori

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Le università siciliane si preparano ad accogliere fino a 118 nuovi ricercatori, di cui 71 legati ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa importante opportunità arriva grazie a un finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, nell'ambito del piano straordinario di reclutamento previsto dalla legge di Bilancio 2026. Il decreto di attuazione, recentemente firmato dal Ministro Anna Maria Bernini, ha l'obiettivo primario di consolidare e rendere strutturali nel tempo le competenze scientifiche maturate durante i progetti PNRR.

Dal punto di vista economico, gli atenei dell'Isola riceveranno una dotazione iniziale di 787 mila euro per il 2026, una cifra destinata a crescere a regime fino a raggiungere i 3,4 milioni di euro annui a partire dal 2027. Entrando nel dettaglio delle singole istituzioni, l’Università degli Studi di Palermo riceverà la quota maggiore con un finanziamento superiore a 1,4 milioni di euro, utile all'assunzione di 50 ricercatori (di cui 32 provenienti dal bacino PNRR). Segue da vicino l’Università degli Studi di Catania, alla quale andranno oltre 1,3 milioni di euro per l'inserimento di 46 studiosi (di cui 30 PNRR). Infine, l’Università degli Studi di Messina potrà contare su 649 mila euro per reclutare 22 ricercatori, 9 dei quali esclusivamente in quota PNRR.

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha definito lo stanziamento di 3,4 milioni per la Sicilia un riconoscimento concreto del valore e delle capacità dei professionisti formati in questi anni grazie al PNRR. Secondo il Ministro, il piano lancia un messaggio inequivocabile: le eccellenze non verranno disperse, ma costituiranno le solide fondamenta su cui generare nuova conoscenza e garantire una crescita duratura per il Paese.

Allargando lo sguardo al quadro nazionale, l'iniziativa siciliana si inserisce in un investimento governativo ben più ampio. Per le assunzioni negli atenei e negli enti di ricerca italiani, il MUR ha infatti destinato fondi complessivi per 18,5 milioni di euro nel 2026, destinati a salire a 60,7 milioni all'anno dal 2027. Su scala nazionale le assunzioni totali toccheranno quota 2.000 unità. Di queste, 1.051 saranno ricercatori PNRR, distribuiti per la maggior parte (847) all'interno delle università e, per la restante quota di 204 unità, negli enti di ricerca sotto la vigilanza del Ministero.

Il piano per le assunzioni post-Pnrr è stato così commentato dal presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) Fabio Florindo: «Il piano straordinario di reclutamento promosso dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini rappresenta un segnale importante per il rafforzamento del sistema scientifico nazionale e per la valorizzazione delle competenze sviluppate negli anni del PNRR. Per l’INGV sono previste 18 nuove assunzioni tra ricercatori e tecnologi: un contributo significativo che permetterà di consolidare professionalità di alto livello e rafforzare le attività di ricerca e monitoraggio dei fenomeni naturali al servizio del Paese. Investire stabilmente nel capitale umano della ricerca è una scelta strategica per garantire continuità ai percorsi scientifici avviati negli ultimi anni e per sostenere la capacità dell’Italia di affrontare con strumenti sempre più avanzati le sfide legate ai rischi naturali e alla conoscenza del pianeta».