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l'emergenza

La beffa dei rifiuti: 10mila euro per pulire le discariche che tornano "per magia"

Ad Agrigento le fototrappole incastrano le targhe, ma chi è a piedi resta impunito

08 Marzo 2026, 10:00

La beffa dei rifiuti: 10mila euro per pulire le discariche che tornano "per magia"

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Migliaia di euro per noleggiare le telecamere necessarie a fare le sanzioni, multe per centinaia di euro e altre migliaia di euro per bonificare le discariche che si riformano quasi per magia. È una sorta di rincorsa che non finisce mai la “guerra” contro chi smaltisce irregolarmente i rifiuti. Una battaglia che, al momento, l’ambiente e le pubbliche amministrazioni, stanno perdendo.

Partiamo dai numeri. Nei giorni scorsi il Comune di Agrigento ha dovuto sborsare circa 10mila euro per 4 interventi di bonifica di altrettante discariche in diverse zone della città: via Imera, via Vallicaldi, via Scimè e via Regione Siciliana. Montagne di rifiuti accumulate per mesi che adesso i cittadini stanno pagando di “tasca” e che domattina torneranno a formarsi nuovamente.

A fronte di questo c’è l’attività di repressione, attraverso i sistemi di “fototrappole” che il Comune noleggia mensilmente e che sì, individuano centinaia di “sporcaccioni” ma consentono di multarne un numero relativamente basso. Il motivo lo scopriamo aprendo l’albo pretorio del Libero Consorzio di Agrigento che nei giorni scorsi ha inviato ad altrettanti cittadini agrigentini 14 richieste di pagamento di multe da 900 euro per abbandono di rifiuti. Tutti verbali elevati dalla Polizia locale nel 2023 e che sono arrivati alla fase “esecutiva” solo 3 anni dopo, come avviene per prassi dopo essere transitate all’Ente competente sulle violazioni ambientali.

Se già questo lungo lasso di tempo nei fatti riduce la “presa” quantomeno psicologica sul trasgressore (che per 3 anni pensa di essere passato incolume) c’è poi un dettaglio che emerge chiaramente: si tratta di sanzioni che riguardano solo persone individuate alla guida di un mezzo la cui targa è stata fotosegnalata. Sfuggono quindi alle maglie della legge tutti coloro che, come ad esempio nel centro storico, abbandonano i sacchetti a piedi e vengono magari fotografati senza però che sia possibile risalire all’identità del colpevole.