La storia
Medico "gettonista" da 35.000 euro in un mese: l'ultima follia della Sanità a Frosinone
Un caso che fa discutere di un medico ultrasettantenne che ha incassato la cifra a gennaio. La Asl parla di "tempesta perfetta", Bassetti denuncia 442 ore di lavoro e rischi per i pazienti
Fa discutere in provincia di Frosinone il caso di un medico ultra-settantenne, definito “gettonista”, che nel solo gennaio 2026 avrebbe incassato oltre 35.000 euro. Una somma rilevante che ha riacceso i riflettori sulla crisi sistemica della sanità pubblica, tra organici insufficienti, concorsi andati deserti e marcati divari retributivi.
Di fronte al clamore, la Direzione Strategica della Asl di Frosinone è intervenuta per inquadrare la vicenda, precisando che i 35mila euro sono un importo lordo calcolato sulle tariffe standard per le ore effettivamente prestate. Gennaio, ha spiegato l’Azienda, è stato una “tempesta perfetta”: al picco influenzale stagionale si sono sommati le fisiologiche assenze del personale medico e il ritardo nell’avvio del nuovo appalto per i servizi di emergenza-urgenza, inizialmente fissato per il 1° gennaio e poi slittato.
Alle spalle dei numeri record, sottolinea l’Asl, c’è un’emergenza strutturale. Il massiccio ricorso ai medici a gettone sarebbe stato l’unico modo per mantenere operativi i quattro Pronto soccorso della provincia. Un dato, in particolare, fotografa la gravità del quadro: un recente concorso per assumere 20 medici d’emergenza si è chiuso senza alcuna candidatura.
L’Azienda assicura che la situazione organizzativa si è stabilizzata dal 15 febbraio 2026, con l’entrata in vigore del nuovo appalto, concepito per garantire un modello più efficiente e adeguato.
Le rassicurazioni locali non spengono però l’indignazione nazionale. Sui social, Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha diffuso una dura analisi. Secondo i suoi calcoli, per arrivare a quella cifra l’ultra-settantenne avrebbe accumulato 442 ore in un solo mese, pari a circa 36 turni da 12 ore.
“Lavorare 442 ore in un mese vuol dire aver lavorato 6 giorni per 24 ore consecutive e gli altri 24 per circa 12 ore al giorno”, ha scritto l’infettivologo, sollevando un interrogativo cruciale sulla sicurezza: “Siamo sicuri che, a oltre 70 anni (ma vale per qualunque età), con questi orari non si commettono errori?”
Bassetti contesta non solo la possibile deroga alle norme su riposi e turnazioni, ma anche la sperequazione economica. Se un “super-gettonista” porta a casa 35.000 euro in trenta giorni, un dirigente medico strutturato — che assicura la continuità del servizio — guadagna mediamente meno di 3.000 euro netti da neoassunto, arrivando a circa 4.000 euro a fine carriera. In altri termini, in un mese il professionista a chiamata avrebbe incassato quanto un collega dipendente in quasi un anno.
L’appello finale di Bassetti è netto: “Su questo tema urge ribadire che serve una regola nazionale a cui tutti si devono attenere”. Una posizione immediatamente avallata dal virologo Roberto Burioni, che ha commentato: “Sante parole”.