la storia
La mamma del piccolo Domenico in tv: «Mi dissero che il cuore non partiva». E ora Sal Da Vinci offre il suo aiuto
A Domenica In Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo ospiti di Mara Venier hanno raccontato l'odissea del bimbo di 2 anni morto dopo il trapianto di un cuore congelato
Nello studio di Domenica In, avvolto da dolore e silenzio, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo hanno ripercorso il calvario del figlio Domenico, morto a soli due anni il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli. Una vicenda che ha scosso il Paese, segnata da un particolare sconvolgente: il cuore destinato a salvarlo sarebbe giunto in sala operatoria “congelato”.
l trapianto era stato programmato per il 23 dicembre; l’organo proveniva da Bolzano. Secondo gli accertamenti finora emersi, durante il trasporto nel box termico sarebbe stato adoperato in modo improprio ghiaccio secco (anidride carbonica solida, temperatura di -78,5 °C) al posto del consueto ghiaccio d’acqua tritato. Un errore potenzialmente fatale, capace di “bruciare” l’organo e di compromettere irreversibilmente i tessuti per la formazione di cristalli. All’apertura del contenitore al Monaldi, il cuore risultava infatti “inglobato in un blocco di ghiaccio”. I Carabinieri del NAS hanno posto sotto sequestro il box di trasporto; sei operatori sanitari sono indagati dalla Procura di Napoli, con verifiche in corso anche a Bolzano.
Nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento, i medici si sarebbero visti costretti a procedere all’impianto, non esistendo alternative immediate. Dalle verifiche interne dell’ospedale emergerebbe tuttavia un grave “deficit comunicativo e procedurale”: il primario avrebbe avviato la rimozione del cuore malato di Domenico (cardiectomia) interpretando come consenso un via libera che nessun altro membro dell’équipe dichiara di aver espresso. Questa incomprensione, unita a un errore di valutazione, ha portato alla sospensione cautelare di due cardiochirurghi dall’attività trapiantologica.
Per quasi due mesi Domenico ha lottato in condizioni critiche, sostenuto da terapie salvavita. Il 19 febbraio, di fronte a una grave compromissione neurologica e a un quadro settico, un Heart Team nazionale ha escluso definitivamente l’ipotesi di un nuovo trapianto; due giorni più tardi il piccolo è deceduto. Al dolore clinico si somma quello umano: i genitori hanno scoperto che il cuore era arrivato congelato soltanto leggendo i giornali il 7 febbraio. “Un’infermiera mi disse solo che il cuore non partiva”, ha riferito la madre, denunciando una gravissima mancanza di trasparenza.
“Non vogliamo vendetta. Vogliamo verità e che non accada più”, hanno dichiarato i genitori. Per trasformare un lutto insopportabile in sostegno concreto, la famiglia intende costituire un’associazione intitolata a Domenico, a favore delle piccole vittime di malasanità e delle famiglie dei pazienti cardiopatici pediatrici. Il cantante Sal Da Vinci ha offerto il proprio appoggio, dicendosi pronto a promuovere una partita della Nazionale Cantanti per la raccolta fondi. Un progetto necessario, perché nessuna famiglia debba più misurare l’attesa in ore e la speranza in percentuali, sola nei corridoi di un ospedale.