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il caso

«Donna quanto t'abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato», lo striscione choc a Latina

L'iniziativa di una formazione di estrema destra. Indignazione in città, indagini della Digos

08 Marzo 2026, 19:14

19:20

«Donna quanto t'abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato», lo striscione choc a Latina

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L’8 marzo 2026, nel cuore di Latina, la transenna di un cantiere fermo si è trasformata nell’ennesima vetrina per un messaggio dal sapore anacronistico e misogino.

Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”: è la frase apparsa all’alba sulla recinzione del Parco Falcone e Borsellino.

Una provocazione firmata “I nativi”, sigla già nota in città, che ha scelto la Giornata internazionale dei diritti della donna per sferrare un attacco frontale alle conquiste civili e tentare di normalizzare la subordinazione femminile.

La firma, del resto, non è nuova. Nel febbraio 2025 lo stesso gruppo aveva affisso, sul medesimo cantiere, uno striscione con la scritta: “Ha fatto prima il duce a costruire una città che voi a ristrutturare un parco”.

Se un anno fa il bersaglio era l’efficienza amministrativa, misurata attraverso la lente distorta della propaganda del Ventennio, oggi si assiste a un salto di qualità: nel mirino finisce direttamente la dignità delle donne, mentre la parola “patriarcato” viene agitata come una seducente nostalgia di un valore perduto.

Il contesto è decisivo. Il Parco Falcone e Borsellino, storico polmone verde cittadino, è al centro di un progetto di riqualificazione finanziato con fondi PNRR per oltre 5,5 milioni di euro. Tuttavia, dalla fine del 2023 gli interventi procedono a rilento, tra ricorsi al TAR, varianti e sospensioni. Lo stallo ha trasformato l’area in un simbolo di disfunzione amministrativa e, di fatto, la sua recinzione in una lavagna per messaggi tossici.

Immediate le reazioni istituzionali e sociali. Sebbene lo striscione sia stato rimosso in breve tempo, le immagini hanno continuato a circolare sui social network, amplificando l’offesa. La sindaca di Latina, Matilde Celentano, ha preso nettamente le distanze, definendo il messaggio “offensivo” e “inaccettabile” per la comunità. Anche la Cgil Frosinone-Latina ha denunciato l’oltraggio, segnalando il sintomo di un “clima culturale regressivo”. Nel frattempo, la Digos ha avviato le indagini per risalire agli autori.

L’episodio mette in luce una profonda dissonanza storica e culturale. Da un lato, la narrazione di una presunta “purezza originaria” evocata dalla sigla “I nativi”; dall’altro, la vera anima di Latina: non solo “città di fondazione”, ma storicamente un crocevia di migrazioni, dai coloni veneti e friulani ai lavoratori dei monti Lepini, fino ai più recenti arrivi dall’estero. Per di più, utilizzare un bene comune dedicato a due simboli della legalità come Falcone e Borsellino per veicolare un messaggio discriminatorio rappresenta un’indebita invasione dello spazio urbano.