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Caso Iacp a Vittoria, il sindaco Aiello: "Quello di FdI è solo sciacallaggio politico"

Il primo cittadino mette in rilievo quella che è "la verità dei fatti" ed enuclea una serie di episodi che gli darebbero ragione

09 Marzo 2026, 00:03

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Caso Iacp a Vittoria, il sindaco Aiello: "Quello di FdI è solo sciacallaggio politico"

Il sindaco Francesco Aiello in consiglio comunale

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In merito alle recenti esternazioni del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia sulla gestione degli alloggi popolari, l'Amministrazione Comunale di Vittoria ritiene doveroso ristabilire la realtà dei fatti, distinguendo le responsabilità amministrative dalle narrazioni elettorali di chi tenta di nascondere le proprie colpe del passato dietro attacchi strumentali.

1. Il "Peccato Originale" di Via Bufalino: Una firma mancata dal 2016

"Sulla contestata morosità di 65.000 euro - afferma il sindaco Francesco Aiello - è necessario rinfrescare la memoria ai consiglieri di Fratelli d'Italia con i dati alla mano."

Le date non mentono: La consegna degli immobili di via Bufalino risale al biennio 2016/2017, periodo in cui la città era amministrata dalla Giunta Moscato.

Responsabilità dirette: È paradossale che oggi a gridare allo scandalo siano proprio i consiglieri Zorzi e Vinciguerra, che di quella Giunta erano componenti diretti, o i loro attuali colleghi di gruppo che quella maggioranza sostenevano convintamente in aula. Se oggi esiste un problema di "mancata contrattualizzazione", è perché chi governava allora non ha provveduto a formalizzare i rapporti.

L'impossibilità di sanare l'insanabile: Questa Amministrazione è pronta a valutare la regolarizzazione dei rapporti Iacp-Comune — e attende da almeno tre anni una proposta concreta dall'Istituto — ma tale atto potrà riguardare esclusivamente il futuro. Non firmeremo mai atti retroattivi per sanare le irregolarità procedurali del 2016. Farlo significherebbe produrre un debito fuori bilancio e un palese danno erariale per il quale dovremmo rispondere alla Corte dei Conti. Chi ha sbagliato in passato si assuma le proprie responsabilità: noi non useremo i soldi dei cittadini di oggi per coprire i vuoti amministrativi di ieri.

2. Responsabilità Iacp: Un'inerzia decennale che ha creato il "mostro" dei debiti

Il dato di 800.000 euro di morosità degli inquilini di Fanello è la prova regina del fallimento gestionale dello Iacp, un ente che per anni è rimasto a guardare.

Lassismo e omissione: Un debito di tale portata non nasce in pochi mesi; è il risultato di un'inerzia decennale dell'Istituto nella riscossione dei canoni. Perché lo Iacp non ha attivato tempestivamente gli strumenti di recupero crediti?

Il danno dell'Istituto: Questa gestione omissiva ha prodotto un doppio danno: ha svuotato le casse dell'ente, impedendo le manutenzioni, e ha illuso i cittadini di una sorta di "gratuità", creando oggi una situazione sociale esplosiva. Lo Iacp non può usare come alibi la propria inefficienza per giustificare l'abbandono degli immobili.

3. Morosità inquilini: Mediazione sociale, non vessazione

Sostenibilità: Sui piani di rientro degli assegnatari, il Comune ha sempre offerto la propria disponibilità a mediare, ponendo però condizioni chiare: il piano deve essere accessibile per famiglie fragili e non vessatorio.

In attesa dell'ente creditore: Spetta allo Iacp, e non al Comune (che è estraneo al rapporto contrattuale Istituto-inquilino), formulare un'ipotesi percorribile. Noi siamo pronti ad accompagnare questo processo, ma non siamo i riscossori di un ente creditore che per anni è stato dormiente.

4. La sicurezza è un obbligo inderogabile (Basta scuse)

Nessun alibi finanziario: Qualunque sia la situazione degli incassi, lo Iacp ha l'obbligo giuridico inderogabile di intervenire per garantire l'incolumità pubblica.

Intervento immediato: Di fronte a cornicioni che si sbriciolano e pericoli strutturali, nessuna scusa è valida per non ottemperare all'obbligo di intervenire. La vita dei cittadini di Vittoria e Scoglitti non può essere merce di scambio politica.

Invitiamo i consiglieri di FdI a rivolgersi ai loro referenti politici a Palermo affinché lo Iacp — ente sotto la loro influenza politica — smetta di cercare scuse e inizi finalmente a fare il proprio dovere: tutelare il patrimonio pubblico e la sicurezza dei vittoriesi.