Attualità
Modica e lo sguardo delle donne
La Società operaia ha ospitato una serata speciale all'insegna dell'8 marzo
Si è chiuso con un bilancio estremamente positivo “Lo sguardo delle donne”, andato in scena sabato sera nella suggestiva cornice della Società Operaia di Modica.
Più di un semplice convegno, un vero mosaico di esperienze capace di restituire un’istantanea limpida e incisiva della partecipazione attiva femminile nella società contemporanea.
Promosso dall’associazione Ipso Facto e dallo sportello antiviolenza “Fuori dall’Ombra”, l’appuntamento ha registrato una platea gremita e un’attenzione costante verso le relatrici, che hanno intrecciato con naturalezza ruoli istituzionali e vissuti personali.
Moderata con sensibilità da Teresa Floridia, presidente di Ipso Facto, la serata ha evidenziato come la “visione femminile” non rappresenti soltanto una prospettiva, ma un metodo di lavoro fondato su ascolto e concretezza.
Nel corso degli interventi, il sindaco di Modica Maria Monisteri ha rimarcato il peso del ruolo politico delle donne quale motore di cambiamento per la comunità.
Dalle professionalità di Daniela Mercante (Ambito Territoriale di Ragusa) e di Claudia Scollo (Ospedale Maggiore) è emersa la complessità, insieme alla dimensione umana, della gestione della scuola e della sanità.
Il versante dell’impresa e del credito è stato affidato a Maria Lorefice (Credem), mentre la forza espressiva del linguaggio artistico è stata raccontata da Annamaria Cerruto.
Di particolare impatto la testimonianza di Enrichetta Guerrieri, che ha riportato l’attenzione sull’opera quotidiana, imprescindibile, svolta dallo sportello antiviolenza.
A distinguere l’iniziativa è stata anche la fitta rete di solidarietà che la sostiene.
La presenza di numerosi club service e associazioni — tra cui Avis, Lions, Kiwanis, Club Monti Iblei e altri — conferma che il tema della parità e della narrazione femminile non è questione isolata, bensì un impegno condiviso dall’intera città di Modica.
L’incontro si è concluso con l’auspicio che questo “sguardo” non resti confinato a una celebrazione episodica, ma diventi la lente quotidiana con cui leggere e migliorare il tessuto sociale del territorio.