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Attualità

Ragusa, a Passo Marinaro un mare di rifiuti lungo la costa

La denuncia dell'associazione Terre Pulite: "Una semplice passeggiata si trasforma in un'amara fotografia dello stato del nostro litorale"

10 Marzo 2026, 00:03

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Ragusa, a Passo Marinaro un mare di rifiuti lungo la costa

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Una semplice passeggiata sulla spiaggia si è trasformata in un’amara fotografia dello stato delle nostre coste. È quanto racconta Andrea Di Priolo, dell’associazione Terre Pulite, dopo avere percorso il litorale tra Passo Marinaro e l’area dell’ex Club Med, due tratti di costa vicinissimi ma oggi separati da una differenza evidente: da un lato una spiaggia ripulita e dignitosa, dall’altro una battigia soffocata dai rifiuti.

A Passo Marinaro, grazie al lavoro di volontari, residenti e camperisti, la spiaggia appare oggi più curata. Un risultato frutto di settimane di raccolte spontanee e di un impegno costante da parte della comunità locale. Ma basta fare pochi passi per ritrovarsi davanti a un’altra scena: sull’arenile dell’ex Club Med, la battigia è invasa da plastica di ogni tipo. Bottiglie, bidoni di fitofarmaci, teli agricoli, tubi in polietilene, frammenti di polistirolo provenienti dalla pesca e dalla serricoltura, insieme a una miriade di microplastiche.

“È una scena che fa male – racconta Di Priolo –. Da una parte vedi cosa può fare la cura delle persone, dall’altra ti trovi davanti a un muro di plastica che il mare ci rimanda indietro. È impossibile restare indifferenti.”

Secondo Terre Pulite, la maggior parte dei rifiuti non proviene dalla spiaggia stessa, ma dal mare: materiali abbandonati o dispersi che le correnti trascinano fino alla costa. Un fenomeno che si ripete ogni anno e che mette in luce la fragilità dell’ecosistema marino.

“Davanti a tutto questo vorresti avere una bacchetta magica – continua Di Priolo –. Io non mi fermerei mai: raccoglierei plastica senza sosta pur di restituire dignità a questi luoghi meravigliosi. Ma la verità è semplice: se abbandoniamo rifiuti, prima o poi il mare ce li restituisce. Non esistono scorciatoie.”

L’associazione ribadisce che la soluzione non può essere affidata solo ai volontari, ma passa da un cambiamento culturale e da un maggiore senso di responsabilità collettiva. “La prevenzione è l’unica strada. Non abbandonare rifiuti, ridurre l’uso della plastica, smaltire correttamente i materiali agricoli e quelli legati alla pesca. Sono gesti che fanno la differenza.”

Di Priolo conclude con un appello: “Questa costa è un patrimonio di tutti. Se vogliamo che resti viva e bella, dobbiamo prendercene cura ogni giorno.”