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la svolta

Dignità ai lavoratori e addio alle baraccopoli: la sfida di Canicattì per cancellare i "non-luoghi" del degrado

Piano regionale anti-disagio per realizzare polo del nuovo modello di inclusione

10 Marzo 2026, 14:40

Dignità ai lavoratori e addio alle baraccopoli: la sfida di Canicattì per cancellare i "non-luoghi" del degrado

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Una svolta strutturale per cancellare l'invisibilità e il degrado nelle campagne siciliane. La Regione Siciliana scende in campo contro il disagio abitativo dei lavoratori stranieri stagionali, sbloccando un investimento massiccio che vede il Comune di Canicattì protagonista assoluto insieme a Campobello di Mazara e Scicli.

Nell'ambito del programma interregionale Su.Pr.Eme. 2, alla Sicilia è stata assegnata una quota di 7.926.373,54 euro. Si tratta di risorse pesanti, derivanti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) e integrate dai fondi Fami e Fse+, destinate a trasformare radicalmente il modello di accoglienza nel comparto agricolo dell'Isola.

Canicattì: un polo strategico per l'integrazione

La scelta di Canicattì non è casuale. Il comune dell'agrigentino rappresenta una delle aree agricole più strategiche della Sicilia, dove la domanda di manodopera stagionale tocca picchi altissimi durante le campagne di raccolta.

Grazie a questo finanziamento, il territorio canicattinese potrà beneficiare di interventi mirati al recupero e alla riqualificazione di immobili comunali o dismessi. L'obiettivo è chiaro: offrire posti letto sicuri, servizi igienici adeguati e condizioni di vita dignitose, sottraendo centinaia di lavoratori alla morsa degli insediamenti informali e dei "ghetti" che spesso sorgono spontaneamente nelle periferie rurali.

La mappatura dei "non-luoghi"

L'operazione non nasce nel vuoto, ma è il frutto di un meticoloso lavoro di indagine. Un precedente rapporto, emblematicamente intitolato "L’emersione dei non-luoghi", ha censito in Sicilia ben 115 insediamenti fatiscenti. In alcune aree del Mezzogiorno, queste baraccopoli arrivano a ospitare oltre 2.500 persone nei periodi di massima attività agricola, creando zone d'ombra dove lo sfruttamento e l'insicurezza regnano sovrani.

La Sicilia capofila nel Mezzogiorno

La Regione Siciliana non si limita a ricevere i fondi, ma assume il ruolo di soggetto capofila di un partenariato che unisce Basilicata, Calabria, Campania e Puglia.

"L'obiettivo è trasformare l'emergenza in sistema," fanno sapere dagli uffici dell'Assessorato alle Politiche Sociali. "Vogliamo sostituire i ghetti con strutture stabili che favoriscano l'inclusione delle persone più vulnerabili, migliorando al contempo la qualità sociale dei nostri distretti agricoli."

Con la firma della convenzione tra il Ministero del Lavoro e la Regione, la fase operativa è ormai alle porte. Per Canicattì si apre un'opportunità storica: dimostrare che un'agricoltura d'eccellenza può e deve camminare di pari passo con il rispetto dei diritti umani e della legalità abitativa.