Attualità
Ragusa, la strettoia di via Anfuso diventa una opportunità
Il vicesindaco Giuffrida: "Così valorizziamo le tombe rupestri scoperte decenni addietro"
La storia non è un ostacolo, ma un’eredità da custodire e trasformare in risorsa. È questo il messaggio che arriva dal vicesindaco di Ragusa, Gianni Giuffrida, che in un post social ha raccontato l’evoluzione di un intervento viario in prossimità di via Anfuso, dove nei decenni scorsi sono emerse antiche tombe scavate nella roccia, probabilmente risalenti all’età tardo-romana o paleocristiana, come molte delle necropoli rupestri diffuse nel territorio ibleo.
“La nostra storia non può essere un ostacolo – scrive Giuffrida – per questo abbiamo considerato la scoperta delle tombe non un limite ma un vantaggio”.
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L’amministrazione ha infatti deciso di rimodulare il progetto viario, creando una seconda corsia di marcia che consente di aggirare l’area archeologica, preservandola e rendendola visibile. Una scelta che trasforma quella che per anni era stata percepita come la “strettoia di via Anfuso” – un punto critico per la viabilità e potenziale fonte di pericolo – in un elemento identitario del quartiere.
La presenza di tombe rupestri non è insolita nel territorio ragusano: l’altopiano ibleo è costellato di necropoli scavate nella roccia, testimonianze di comunità antiche che hanno lasciato segni profondi nel paesaggio. In molti casi, come avvenuto a Cava d’Ispica o nella zona di contrada Buttino, questi ritrovamenti sono diventati parte integrante di percorsi culturali e naturalistici. L’obiettivo dell’amministrazione sembra muoversi nella stessa direzione: integrare la storia nel tessuto urbano, anziché relegarla a ostacolo tecnico.
Giuffrida sottolinea la collaborazione istituzionale che ha reso possibile questa soluzione: “Ringrazio per la sinergia e l’interesse la Soprintendenza, l’ufficio tecnico, la polizia municipale e il consigliere comunale Marco Galifi”. Una sinergia che, in un territorio ricco di stratificazioni archeologiche, diventa fondamentale per conciliare sviluppo urbano e tutela del patrimonio.
Il nuovo assetto viario consentirà non solo di migliorare la sicurezza e la fluidità del traffico, ma anche di valorizzare l’area archeologica, che potrà essere resa fruibile e riconoscibile dai residenti. Un cambio di prospettiva che trasforma un vincolo in un’occasione, e che conferma una visione urbanistica capace di dialogare con la storia.
La “strettoia” di via Anfuso, dunque, non è più un problema: è diventata un simbolo di come Ragusa possa crescere senza perdere il legame con le proprie radici.