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Attualità

Marina di Modica, il gesto solitario di un imprenditore per salvaguardare il laghetto della frazione

Rimuove 650 chili di rifiuti per "decontaminare" l'invaso dopo i danni causati dal passaggio del ciclone Harry

11 Marzo 2026, 00:14

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Marina di Modica, il gesto solitario di un imprenditore per salvaguardare il laghetto della frazione

Una fase della rimozione dei rifiuti

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A volte non servono proclami per dimostrare cosa significhi davvero prendersi cura del proprio territorio. È quanto accaduto a Marina di Modica, dove l’imprenditore Puccia ha scelto di intervenire personalmente per restituire dignità al laghetto della frazione balneare, pesantemente compromesso dopo il passaggio del Ciclone Harry e dall’inciviltà di chi continua a utilizzare l’area come discarica.

Negli ultimi giorni lo specchio d’acqua si presentava in condizioni allarmanti: plastica, legname, rifiuti di ogni tipo galleggiavano sulla superficie o si accumulavano lungo le sponde, trasformando uno dei luoghi più suggestivi della zona in un ambiente degradato e potenzialmente pericoloso per la fauna.

Il laghetto, infatti, è da anni un piccolo ecosistema naturale che ospita oche, anatre, aironi, gazzette, tartarughe e diverse specie ittiche. Un patrimonio di biodiversità che attira residenti e visitatori e che rende ancora più urgente la tutela dell’area.

Di fronte a questo scenario, Puccia non ha atteso interventi istituzionali: ha radunato alcuni collaboratori e ha organizzato una vera e propria operazione di pulizia, utilizzando anche un pedalò per raggiungere i punti più difficili. Il bilancio è sorprendente: oltre 650 chili di rifiuti recuperati tra acqua e rive.

«Per chi vive qui tutto l’anno – spiega l’imprenditore – vedere il laghetto ridotto così è stato doloroso. È un luogo che appartiene alla comunità e merita rispetto».

Nonostante il risultato ottenuto, la situazione richiede interventi più profondi. Durante la pulizia sono emerse due criticità principali:

molti rifiuti giacciono sul fondale, difficili da recuperare senza mezzi adeguati;

la presenza diffusa di microplastiche, già visibili a occhio nudo, rappresenta un rischio concreto per gli animali che popolano l’area.

«Se non si interviene presto – avverte Puccia – questi materiali finiranno per disperdersi o essere inglobati dalla sabbia. Il pericolo maggiore è che vengano ingeriti dalla fauna».

L’iniziativa riaccende così i riflettori sulla necessità di una gestione più attenta delle aree naturali costiere, sempre più vulnerabili agli effetti combinati dei fenomeni meteorologici estremi e dei comportamenti irresponsabili.

Il gesto di Puccia, nato in silenzio e senza clamore, diventa un esempio concreto di cittadinanza attiva e un invito a non voltarsi dall’altra parte quando il territorio chiede aiuto.