astronomia
La cometa "ubriaca" torna a sorprendere gli scienziati: tutte le anomalie di 3I/Atlas
Ricca di metanolo e dominata dalla CO2: il telescopio ALMA svela una capsula del tempo ghiacciata carica di molecole prebiotiche
Attraversa il nostro Sistema Solare “sudando” alcol a ritmi vertiginosi. Non è fantascienza, ma la sorprendente realtà di 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai confermato, individuato dopo i celebri ’Oumuamua e Borisov.
Scoperto il 1° luglio 2025 e transitato alla minima distanza dalla Terra il 19 dicembre dello stesso anno, questo corpo celeste proveniente da un altro sistema stellare sta spiazzando gli astronomi di tutto il mondo. Le potenti antenne del radiotelescopio ALMA, nel deserto cileno di Atacama, hanno rivelato un segreto inatteso: 3I/ATLAS è una cometa letteralmente “ubriaca”.
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Le misure mostrano una chioma satura di metanolo, con abbondanze fino a quattro volte superiori rispetto alla “norma” delle comete di casa nostra. Con una frazione di metanolo pari a circa il 8% del vapore totale, questo viaggiatore interstellare si colloca al secondo posto assoluto tra gli astri più ricchi di tale alcol mai analizzati, superato soltanto dalla peculiare C/2016 R2 (PanSTARRS).
Le mappe interferometriche indicano inoltre che metanolo e cianuro di idrogeno (HCN) vengono espulsi secondo geometrie differenti: un indizio di sorgenti non uniformi nel nucleo, oppure di reazioni secondarie indotte dalla luce solare direttamente all’interno della chioma.
L’anomalia di 3I/ATLAS non si esaurisce con l’alcol. A differenza delle comete del Sistema Solare interno, in cui domina l’acqua (H₂O), la chioma di questo oggetto è pesantemente governata dall’anidride carbonica (CO₂). Poiché la CO₂ è molto più volatile dell’H₂O, ha consentito alla cometa di “accendersi” e innescare un’attività di degassamento (outgassing) già a grandi distanze dal Sole, suggerendo un mantello di polveri insolitamente sottile o fratturato.
A questo quadro si aggiunge una composizione inattesa: tassi di produzione di ferro e nichel in linea con quelli tipici delle nostre comete, associati però a segnali particolarmente intensi e inconsueti di specie contenenti azoto. Questi elementi offrono uno sguardo senza precedenti sulle origini del vagabondo galattico.
La miscela chimica osservata indica che 3I/ATLAS si è con tutta probabilità formata in una regione remota e gelida del disco protoplanetario d’origine, dove le temperature estreme hanno favorito l’accumulo di ghiacci e la sintesi di metanolo.
Il vero colpo di scena tocca però le domande sulle origini della vita. Il metanolo non è vita in sé, ma costituisce un tassello essenziale della chimica prebiotica, un ponte verso la costruzione di molecole organiche via via più complesse. La scoperta di una simile abbondanza di metanolo in una cometa aliena suggerisce una realtà dirompente: le basi chimiche della vita non sono un’esclusiva del nostro Sistema Solare. 3I/ATLAS si sta rivelando una autentica “capsula del tempo” extraterrestre, un campione naturale di valore inestimabile per comprendere come i mattoni della vita possano formarsi in mondi lontani.