16 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:28
×

Attualità

Modica e il caso passi carrabili, proposta una modifica del Cup

L'intervento di Alternativa Socialista che lancia alcuni suggerimenti

16 Marzo 2026, 09:30

09:31

Modica e il caso passi carrabili, proposta una modifica del Cup

Seguici su

Switch to english version

Alla vigilia della seduta del Consiglio comunale fissata per il 19 marzo, si accende il confronto pubblico su un tema che incide sul quotidiano e sui bilanci di molti: la disciplina dei passi carrabili e i relativi avvisi di accertamento.

Alternativa Socialista, nel solco di una democrazia partecipata dal basso, sottopone ai consiglieri una serie di misure concrete, rivendicando per il contributo dei cittadini una dignità politica che prescinde dai ruoli istituzionali.

Per ristabilire un clima di fiducia tra amministrazione e contribuenti, il movimento propone anzitutto la sospensione di tutti gli atti di accertamento inviati da Creset.

Lo stop dovrebbe essere accompagnato da una procedura di regolarizzazione volontaria dei passi carrabili “di fatto”, che consenta di mettersi in regola senza sanzioni né interessi, favorendo così una sanatoria equa e non punitiva.

“A tuttavia, il cuore della nostra proposta – spiega Antonio Ruta – risiede in una profonda revisione concettuale del Regolamento Cup. È fondamentale che il Canone unico non venga più trattato come una semplice tassa, bensì come il corrispettivo economico di una concessione. Questa distinzione non è solo terminologica, ma sostanziale: guardare al Cup sotto l’aspetto concessorio permetterebbe di introdurre una maggiore proporzionalità e parità contrattuale tra Comune e cittadino. Si aprirebbe così la strada a un canone flessibile e perequativo, capace di distinguere tra le diverse situazioni reali, come i casi in cui il divieto di sosta comporta un effettivo sacrificio di suolo pubblico rispetto a contesti meno impattanti.”

“In questa ottica di giustizia sociale, riteniamo doveroso inserire l’ipotesi di un Cup stagionale e una vasta gamma di riduzioni ed esenzioni. Pensiamo agli anziani, alle famiglie con bambini o a basso reddito, ai portatori di disabilità e a quei proprietari non residenti che, pur possedendo un garage, di fatto non lo utilizzano. Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai proprietari del centro storico, un quartiere già duramente provato da numerose criticità. Aggiungere nuovi oboli annuali a carico di chi vive o possiede locali nel cuore della città significa alimentare la depressione economica di una zona che rischia di diventare sempre meno appetibile per la residenzialità”.