la storia
ChatGPT al servizio di Rosie: il vaccino anticancro su misura per il cane nato con l'Intelligenza Artificiale
La genomica e AlphaFold hanno trasformato la firma genetica di un mastocitoma in un vaccino mRNA personalizzato che ha ridato vita alla cagnetta grazie all'impegno del suo umano
Il destino di Rosie appariva segnato: un mastocitoma aggressivo, già sottoposto a più interventi, le aveva lasciato pochissime chance cliniche. Il suo proprietario, l’imprenditore e consulente in intelligenza artificiale Paul Conyngham, però, non si è arreso.
A partire da novembre 2024, Conyngham ha intrapreso una vera maratona di analisi bioinformatica guidata da ChatGPT. Con un “deep dive” quotidiano di due o tre ore sull’IA, ha tracciato i passaggi per un’impresa fuori dall’ordinario: convertire la firma genetica del tumore di Rosie in un vaccino a mRNA su misura.
Durante un intervento, i veterinari hanno prelevato campioni di tessuto tumorale e sano, poi inviati al Ramaciotti Centre for Genomics dell’UNSW, dove il DNA è stato sequenziato producendo circa 350 gigabyte di dati grezzi, per un costo di circa 3.000 dollari. Una volta ottenuti i risultati, l’imprenditore ha eseguito il “variant calling”, confrontando cellule malate e sane per identificare le mutazioni somatiche alla base della malattia.
L’analisi ha messo in luce il coinvolgimento del gene c-KIT, comunemente associato ai mastocitomi canini. Per il passo successivo, Conyngham si è affidato ad AlphaFold, il software di DeepMind/Google che predice la struttura tridimensionale delle proteine mutate. Pur richiedendo una lettura esperta, i modelli hanno consentito di individuare i neoantigeni, i bersagli dell’attacco immunitario.
Il principio è analogo a quello dei vaccini anti-Covid: realizzare un mRNA che istruisca temporaneamente le cellule di Rosie a sintetizzare frammenti delle proteine alterate, in modo da addestrare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere selettivamente le cellule tumorali che le esprimono. L’eccezionalità del caso risiede nella doppia innovazione: l’impiego accessibile di strumenti di intelligenza artificiale per estrarre informazioni significative, combinato con il supporto di un’infrastruttura accademica di alto profilo.
Conyngham, infatti, non ha “cucinato” il farmaco in casa: il passaggio cruciale dal file digitale alla molecola purificata e incapsulata in nanoparticelle lipidiche è avvenuto in ambienti regolamentati e con strumentazione dedicata.
Il UNSW RNA Institute, diretto da Páll Thordarson, ha trasformato i dati forniti in un preparato fisico.