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ChatGPT al servizio di Rosie: il vaccino anticancro su misura per il cane nato con l'Intelligenza Artificiale

La genomica e AlphaFold hanno trasformato la firma genetica di un mastocitoma in un vaccino mRNA personalizzato che ha ridato vita alla cagnetta grazie all'impegno del suo umano

16 Marzo 2026, 10:55

ChatGPT al servizio di Rosie: il vaccino anticancro su misura per il cane nato con l'Intelligenza Artificiale

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Il destino di Rosie appariva segnato: un mastocitoma aggressivo, già sottoposto a più interventi, le aveva lasciato pochissime chance cliniche. Il suo proprietario, l’imprenditore e consulente in intelligenza artificiale Paul Conyngham, però, non si è arreso.

A partire da novembre 2024, Conyngham ha intrapreso una vera maratona di analisi bioinformatica guidata da ChatGPT. Con un “deep dive” quotidiano di due o tre ore sull’IA, ha tracciato i passaggi per un’impresa fuori dall’ordinario: convertire la firma genetica del tumore di Rosie in un vaccino a mRNA su misura.

Durante un intervento, i veterinari hanno prelevato campioni di tessuto tumorale e sano, poi inviati al Ramaciotti Centre for Genomics dell’UNSW, dove il DNA è stato sequenziato producendo circa 350 gigabyte di dati grezzi, per un costo di circa 3.000 dollari. Una volta ottenuti i risultati, l’imprenditore ha eseguito il “variant calling”, confrontando cellule malate e sane per identificare le mutazioni somatiche alla base della malattia.

L’analisi ha messo in luce il coinvolgimento del gene c-KIT, comunemente associato ai mastocitomi canini. Per il passo successivo, Conyngham si è affidato ad AlphaFold, il software di DeepMind/Google che predice la struttura tridimensionale delle proteine mutate. Pur richiedendo una lettura esperta, i modelli hanno consentito di individuare i neoantigeni, i bersagli dell’attacco immunitario.

Il principio è analogo a quello dei vaccini anti-Covid: realizzare un mRNA che istruisca temporaneamente le cellule di Rosie a sintetizzare frammenti delle proteine alterate, in modo da addestrare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere selettivamente le cellule tumorali che le esprimono. L’eccezionalità del caso risiede nella doppia innovazione: l’impiego accessibile di strumenti di intelligenza artificiale per estrarre informazioni significative, combinato con il supporto di un’infrastruttura accademica di alto profilo.

Conyngham, infatti, non ha “cucinato” il farmaco in casa: il passaggio cruciale dal file digitale alla molecola purificata e incapsulata in nanoparticelle lipidiche è avvenuto in ambienti regolamentati e con strumentazione dedicata.

Il UNSW RNA Institute, diretto da Páll Thordarson, ha trasformato i dati forniti in un preparato fisico.