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la cerimonia

Un pezzo di storia al Comando di Agrigento: l'Olivetti dell'avvocato Allotta entra nel mito dell'Arma

Il ticchettio della memoria: la donazione in ricordo del padre carabiniere

16 Marzo 2026, 11:09

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Un pezzo di storia al Comando di Agrigento: l'Olivetti dell'avvocato Allotta entra nel mito dell'Arma

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Ci sono oggetti che non sono solo metallo e inchiostro, ma custodi silenziosi di vite intere. È il caso della storica Olivetti M40 che, da oggi, ha trovato una nuova "caserma" dove riposare. L’avvocato Allotta, Cavaliere di Gran Croce, ha scelto di privarsi della sua prima, iconica macchina da scrivere per donarla al Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento.

Il cimelio è stato consegnato nelle mani del comandante provinciale, il colonnello Nicola De Tullio, e del Comandante della Compagnia, il maggiore Annamaria Putortì, entrando ufficialmente a far parte della sala dedicata alla memoria storica dell'Arma.

Un filo rosso tra passato e presente

Non è stata una cerimonia come le altre. Per l'avvocato Allotta, quel pezzo di ingegneria italiana rappresenta un ponte verso le proprie radici. Figlio dell'appuntato Benedetto Allotta, il legale ha vissuto il legame con i Carabinieri come un’eredità di famiglia, un sentimento che da oltre quarant’anni si concretizza anche nella celebre Targa "Appuntato Allotta", uno dei riconoscimenti più prestigiosi della tradizione locale dell'Arma. "È un gesto carico di significato," hanno commentato i vertici del Comando, esprimendo profonda gratitudine. "Questa Olivetti non è solo un equipaggiamento d’epoca, ma un simbolo di dedizione e vicinanza ai nostri valori."

Dalla cronaca locale alla memoria collettiva

L’Olivetti M40 donata non è stata un semplice soprammobile: è lo strumento con cui Allotta ha dato vita a numerosi volumi sulla storia agrigentina e sulla filatelia. Un compagno di viaggio che, fino a poco tempo fa, continuava ancora a ticchettare sotto le dita dello scrittore.

Ora, la macchina da scrivere si ferma, ma solo per farsi guardare. Sarà esposta tra uniformi storiche e vecchi equipaggiamenti, raccontando a chiunque varchi la soglia del Comando che la storia dei Carabinieri non è fatta solo di grandi eventi, ma anche di legami umani indissolubili e di memorie scritte a macchina.