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Attualità

"Educare alla vita", all'istituto Curcio di Ispica il percorso per fermare i suicidi giovanili

Il progetto è stato promosso da "Noi per Salvatore" e da Archè

17 Marzo 2026, 00:23

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"Educare alla vita", all'istituto Curcio di Ispica il percorso per fermare i suicidi giovanili

Un momento dell'iniziativa al Curcio

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Si conclude con un esito decisamente positivo, all’istituto “Gaetano Curcio” di Ispica, il progetto “Educare alla vita”, un percorso di prevenzione del suicidio in età giovanile ideato dall’associazione “Noi per Salvatore” in collaborazione con le psicologhe di “Archè”.

Le due realtà, nate dal dolore per la scomparsa di due ragazzi, hanno scelto di trasformare quella ferita in un impegno concreto, puntando a informare, sensibilizzare e ridurre i comportamenti a rischio tra gli adolescenti.

Con “Educare alla vita” hanno affrontato un argomento tanto delicato quanto imprescindibile, costruendo un cammino formativo capace di parlare direttamente agli studenti, accrescerne la consapevolezza e fornire strumenti pratici di prevenzione.

Secondo la presidente di “Archè”, la psicologa Giusy Lo Piccolo, e il presidente di “Noi per Salvatore” Giuseppe Lorefice, il suicidio è tra le principali cause di morte tra i giovani: un fenomeno complesso e doloroso, spesso circondato da silenzio e incomprensione.

Discuterne apertamente resta un tabù, soprattutto a scuola, ma è proprio lì che si può incidere davvero.

L’istituzione scolastica può diventare un ambiente protetto in cui ascolto, empatia e prevenzione si incontrano per salvare vite.

Trattare la sofferenza psicologica con franchezza e sensibilità ha permesso di dare spazio a una tematica che tocca da vicino la vita di ogni ragazzo, creando un contesto in cui ci si è sentiti liberi di esprimersi senza timore di giudizio.

Il percorso è stato organizzato in due momenti: uno teorico e uno esperienziale.

La prima parte, sviluppata attraverso incontri in classe, ha coinvolto separatamente le quarte e le quinte, così da favorire massima attenzione e partecipazione.

Si sono approfondite le cause del suicidio, la distinzione rispetto a forme di autolesionismo non suicidario, i segnali di allarme, il passaggio dall’idea all’azione e le modalità più adeguate di supporto.

Ogni gruppo ha potuto riflettere con calma, in un contesto tutelante, su rischi e possibili risposte.

Nella seconda fase, più operativa e creativa, gli studenti, guidati dalle psicologhe, hanno lavorato in piccoli gruppi costruendo scenari e simulazioni di situazioni di disagio o rischio suicidario.

L’obiettivo era imparare a riconoscere i campanelli d’allarme e intervenire con responsabilità, promuovendo una cultura dell’aiuto reciproco.

In questo modo hanno messo in pratica le conoscenze acquisite, allenando empatia e capacità di ascolto.

Il riscontro è stato molto positivo: oltre mille studenti coinvolti hanno riferito una maggiore consapevolezza sul tema della prevenzione del suicidio.

Molti hanno evidenziato di aver sviluppato nuove competenze per affrontare momenti di crisi e sostenere i compagni.

L’iniziativa ha anche rafforzato i legami tra i ragazzi, favorendo una rete di solidarietà e comprensione.

Il gruppo Archè e l’associazione Noi per Salvatore intendono proseguire su questa traiettoria, mantenendo al centro la prevenzione del suicidio e, più in generale, la sensibilizzazione sulle questioni di salute mentale, perché la prevenzione diventi un’azione costante.

Come sottolinea il dirigente scolastico Maurizio Franzò, l’obiettivo rimane educare i giovani a riconoscere e gestire il disagio psicologico, riducendo il rischio di gesti estremi e garantendo sostegno a chi ne ha bisogno.