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Modica si è stretta attorno a Marta Pediglieri per l'ultimo saluto

I funerali della 41enne morta dopo una lunga malattia sono stati celebrati al Sacro Cuore

17 Marzo 2026, 00:08

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Modica si è stretta attorno a Marta Pediglieri per l'ultimo saluto

Marta Pediglieri aveva appena 41 anni

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La città di Modica ha vissuto lunedì una delle sue giornate più dolorose accompagnando all’ultimo saluto Marta Pediglieri, 41 anni, scomparsa dopo una lunga malattia che aveva affrontato con una forza silenziosa e un sorriso che molti ricordano ancora come disarmante.

La chiesa del Sacro Cuore si è riempita ben prima dell’inizio della celebrazione. Dentro non c’era più posto, e decine di persone sono rimaste sul sagrato, in un silenzio composto che parlava più di qualsiasi parola. Quando il feretro è arrivato, un lungo applauso ha attraversato la folla: un gesto spontaneo, quasi un abbraccio collettivo rivolto a una donna che, negli anni, aveva saputo costruire legami profondi nella sua comunità.

Una comunità ferita, ma unita
Accanto al marito Giorgio, alle tre figlie, ai genitori, ai suoceri, alla sorella e alle nonne, c’erano amici di sempre, colleghi, conoscenti, e tanti volti che Marta aveva incrociato nel suo lavoro e nella vita quotidiana.

La camera ardente, allestita nei locali parrocchiali intitolati a padre Rizza, è stata un continuo via vai: un pellegrinaggio discreto, fatto di abbracci, ricordi e silenzi condivisi.

Marta era molto conosciuta anche nel mondo dell’informazione locale: aveva lavorato come segretaria a Video Mediterraneo, dove negli anni aveva intrecciato rapporti di stima e affetto. La sua presenza, raccontano i colleghi, sapeva portare leggerezza anche nelle giornate più frenetiche.

Le parole del vescovo Rumeo
Durante la celebrazione, è stato letto un messaggio del vescovo di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, che ha voluto rivolgere un pensiero alla famiglia e alla comunità parrocchiale.
Il presule ha ricordato Marta come “una giovane che amava la vita e la sua famiglia”, sottolineando come il suo sorriso fosse capace di contagiare un’intera generazione.

Il vescovo ha poi offerto una riflessione sul mistero della morte, definendola “una pagina dolorosa da leggere e capire”, ma anche un passaggio che trova senso nella fede cristiana e nella memoria delle tracce che ciascuno lascia nel mondo.

Ha infine richiamato l’impegno di Marta nella parrocchia del Sacro Cuore, dove era cresciuta e aveva dedicato tempo ed energie: “Tenete alta la sua memoria e il suo insegnamento. Ogni giorno dite il vostro sì alla vita e all’amore”.

Un’eredità di dolcezza e presenza
Il dolore per la perdita è stato forte e palpabile, ma altrettanto evidente è stata la gratitudine per ciò che Marta ha rappresentato.
Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna luminosa, capace di ascoltare, di esserci, di costruire relazioni autentiche. Una presenza discreta ma fondamentale, che ora continua a vivere nei ricordi di chi l’ha amata.