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Attualità

"Gasolio agricolo alle stelle, l'agricoltura iblea (e non solo) rischia il default"

Il monito del presidente della commissione Affari istituzionali all'Ars Ignazio Abbate

17 Marzo 2026, 09:55

10:00

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Gli aumenti indiscriminati dei carburanti rischiano di far fare alla nostra economia un salto indietro di anni e di vanificare gli sforzi che tutti (mondo politico, imprenditoria, produttori e cittadini) abbiamo fatto per uscire dalla crisi economica che ha caratterizzato il nostro passato recente.

A lanciare l’allarme è l’onorevole Ignazio Abbate, che richiama l’attenzione sul vero e proprio tsunami che sta investendo il comparto agricolo per l’impennata del prezzo del gasolio agricolo.

“In due settimane – prosegue il presidente della I Commissione Affari Istituzionali – si è passati da un prezzo di 0,92 euro al litro, valore del 28 febbraio, a 1,30 euro di oggi. Circa il 30% di aumento in pochissimi giorni, che si ripercuoterà inevitabilmente sul già instabile stato di salute della nostra agricoltura, costretta a fronteggiare problematiche annose.

Un quadro destinato a peggiorare, avverte Abbate: “Gli analisti ipotizzano che tale prezzo possa salire ancora fino a raggiungere i picchi registrati all’indomani dell’inizio della guerra in Ucraina, ovvero 1,54 euro al litro.”

La tempistica aggrava il quadro, con l’avvicinarsi della primavera e l’intensificarsi delle lavorazioni in campo: “Con l’aumento dei lavori crescerà naturalmente anche il consumo di gasolio, che salirà alle stelle. È in quel momento che si avvertiranno maggiormente gli effetti di questa impennata dei prezzi. Il nostro obiettivo è arrivare a quel momento con una soluzione tampone già pronta.”

Abbate riferisce di aver avviato nelle ultime settimane un confronto serrato con le organizzazioni di categoria, “come la Coldiretti”, e con gli operatori del settore, che hanno chiesto un intervento della politica per arginare l’emergenza rincari.

“Ho preso impegno con ognuno di loro che mi farò portavoce a Palermo della necessità di trovare le giuste risorse da devolvere al comparto agricolo, in modo da coprire gli aumenti dei prezzi riportandoli ai livelli pre-crisi in Medio Oriente. L’agricoltura è il comparto trainante per l’economia della nostra isola e in quanto tale dobbiamo fare di tutto per mettere i suoi addetti nelle migliori condizioni possibili per lavorare.”